Ritenute dipendenti e Appalti - Facciamo chiarezza sulle nuove regole!

Ritenute dipendenti e Appalti - Facciamo chiarezza sulle nuove regole!

A seguito pubblicazione della Finanziaria 2020 sono state introdotte nuove e più stringenti regole che ancora una volta vanno a colpire i contratti di appalto (e come vedremo anche i contratti similari). L'intento è sempre il medesimo: contrastare i fenomeni di omesso o carente versamento di ritenute fiscali.

L'entrata in vigore delle nuove norme hanno destato non poche preoccupazioni sia per le imprese ma anche per i professionisti che si ritroveranno a dover far fronte ai nuovi adempimenti richiesti per adempiere agli obblighi documentali anche per effetto dei numerosi dubbi emersi dalle prime letture. Facciamo quindi un po' di chiarezza anche alla luce di quanto riportato ieri nella circolare 1/E dell'Agenzie Entrate:

  • Quali sono i soggetti coinvolti e quelli esclusi?
  • Per quali casi si applica e quali sono quelli esclusi?
  • Obblighi derivanti dalla norma

Quali sono i soggetti coinvolti dalle nuove regole?

Il compito di regolare la disciplina è stato affidato al D. Lgs 241 del 9 Luglio 2017 il quale è stato arricchito, con la Finanziaria 2020, del nuovo art. 17-bis che contiene le novità di cui parleremo.

I soggetti coinvolti dalla disciplina sono tutti i soggetti residenti in Italia ai fini delle imposte sui redditi. Ciò significa che sono ricompresi:

  • Le società di qualsiasi natura che svolgano attività commerciale: Snc, Sas, Società Semplici, Spa, Srl ma anche enti pubblici o privati che svolgono attività commerciale
  • Persone fisiche che esercitano imprese commerciali
  • Imprese agricole
  • Persone fisiche che esercitano arti e professioni
  • curatore fallimentare e commissario liquidatore

E' stato chiarito dalla Circolare in esame che le regole non si applicano solo al rapporto diretto tra Committente ed Appaltatore ma anche a tutti i successivi soggetti che rientrino sotto qualsiasi forma nell'opera originaria. Di conseguenza anche ai soggetti nell'ambito dei rapporti a catena: committente, appaltatore, subappaltatore e comunque per ciascun soggetto della catena che dovesse a sua volta rivestire il ruolo di "committente".

Chi sono quelli esclusi?

Come detto in premessa, i soggetti devono essere residenti ai fini delle imposte sui redditi in Italia, di conseguenza avremo tutta una serie di esclusioni per:

  • Soggetti non residenti senza stabile organizzazione
  • Soggetti residenti che non esercitano attività di impresa, non esercitano attività agricola o non esercitino attività professionale
  • Condomìni
  • Enti non commerciali

Per quali si applica e quali sono quelli esclusi?

Per fare chiarezza sull'ambito di applicazione della riforma partiamo per semplicità dai casi di esonero. L'art. 17-bis esclude l'applicazione qualora le imprese appaltatrici o affidatarie o subappaltatrici facciano pervenire al committente l'apposita certificazione rilasciata dall'Agenzia Entrate la quale attesti:

  1. L'esistenza in attività da almeno tre anni
  2. la regolarità con gli obblighi dichiarativi
  3. l'esecuzione nel corso dei periodi d'imposta cui si riferiscono le dichiarazioni dei redditi, complessivi versamenti nel c.d. conto fiscale per un importo non inferiore al 10 per cento dell'ammontare di ricavi o compensi risultanti dalle dichiarazioni medesime:
    1. il calcolo alla base sarà il seguente: al numeratore vengono posti tutti i versamenti effettuati tramite F24 per tributi, contributi, premi Inail (al lordo dei crediti compensati) con riferimento alle dichiarazioni dell'ultimo triennio, ad esclusione dei pagamenti di debiti iscritti a ruolo; al denominatore i ricavi o compensi complessivi derivanti dalle dichiarazioni presentate nel medesimo triennio
  4. l'assenza di iscrizioni a ruolo o accertamenti esecutivi o avvisi di addebito affidati all'agente della riscossione per imposte, ritenute e contributi per importi superiori a € 50.000

La norma trova invece applicazione nei seguenti casi:

  1. Affidamento ad un'impresa il compimento di una o più opere o di uno o più servizi di importo complessivo annuo superiore ad € 200.000
  2. L'affidamento di cui sopra deve avvenire tramite contratti di appalto, subappalto, affidamento a consorziati o qualsiasi altro rapporto negoziale
  3. tali contratti devono essere caratterizzati da:
    • prevalente utilizzo di manodopera
    • prestazione svolta presso le sedi di attività del committente
    • utilizzo di beni strumentali di proprietà del committente o a lui riconducibili sotto qualsiasi forma

Chiarimento punto a: Rientrano nell'ambito di applicazione anche gli affidamenti misti di opere o servizi.
Tali affidamenti, poi, dovranno essere riferiti a "imprese", se gli affidamenti sono a più imprese l'art. 17-bis andrà valutata per ciascuna di esse.
Trattandosi di Imprese si propende per un esclusione degli affidatari che esercitano arti o professioni e quelli di imprese senza personale dipendente.
Per quanto riguarda la soglia "monetaria", si segnala che l'importo è con riferimento a ciascuna e impresa. L'arco temporale di riferimento sarà l'anno solare (periodo gennaio-dicembre) con dettaglio ai mesi non ai giorni.
Qualora i contratti abbiano durata annuale o pluriennale il calcolo su base annua dei 200.000 va ripartito in proporzione ai mesi ricadenti in ciascuna annualità.

Chiarimento punto b: il nome con cui è regolato il rapporto non è rilevante e quindi verranno ricompresi nella disciplina in esame tutti i contratti che rispettino le tre condizioni. Non vi rientrano i contratti aventi ad oggetto fornitura di manodopera se posta in essere sa soggetti espressamenti autorizzati da leggi speciali (lavoratori temporanei portuali) o Agenzie interinali.

Chiarimento punto c: Il prevalente utilizzo di manodopera si riferisce a tutte le tipologie di contrattuali e si determina con un calcolo matematico mettendo al numeratore la retribuzione lorda dei dipendenti impiegati e quelli assimilati, al denominatore il prezzo dell'opera. Si verifica prevalenza quando tale rapporto è superiore al 50%
In merito alle sedi di attività, si fa riferimento a tutte le sedi destinate allo svolgimento dell'attività imprenditoriale del committente: sede legale, sede operativa, uffici di rappresentanza, terreni, cantieri, piattaforme ecc.
In merito ai beni strumentali, si fa riferimento alle macchine e attrezzature che permettano ai lavoratori di prestare i loro servizi. Queste devono essere riconducibili al committente non solo per la proprietà ma anche per il possesso e la detenzione (quindi anche quelli in noleggio, leasing, comodato ecc.). Viene comunque escluso dal novero l'utilizzo occasionale e l'utilizzo di beni non indispensabili per l'esecuzione dell'opera.

Quali sono gli obblighi derivanti dalla norma?

Ritenute dipendenti e Appalti - Facciamo chiarezza sulle nuove regole!

I committenti, gli appaltatori, i subappaltatori e gli affidatari in base a qualsiasi forma contrattuale sono soggetti a tre distinti obblighi:

  1. Divieto di compensazione: gli appaltatori/affidatari/subappaltatori ecc. sono obbligati al versamento delle ritenute fiscali, trattenute ai dipendenti, con distinte deleghe F24 per ciascun committente senza possibilità di compensazione. Sono però ammessi in compensazione i crediti per:
    1. "Bonus Renzi"
    2. crediti per rimborsi su 730 anticipati dai datori di lavoro
    3. crediti da conguaglio
  2. Invio al committente dei dati relativi ai dipendenti: gli appaltatori/affidatari/subappaltatori ecc. sono obbligati alla consegna al committente della seguente documentazione:
    1. copia deleghe di pagamento relative alle ritenute entro 5 giorni lavorativi successivi alla scadenza
    2. elenco nominativo di tutti i lavoratori, identificati con Codice Fiscale, impiegati nel mese precedente direttamente nell'esecuzione dell'appalto
    3. dettaglio ore lavorate
    4. ammontare della retribuzione corrisposta collegata all'appalto
    5. dettaglio delle ritenute fiscali operati nel mese precedente per ciascun lavoratore interessato nel limite della retribuzione corrisposta per l'appalto
  3. obbligo di sospensione del pagamento di quanto maturato dall'appaltatore qualora entro i cinque giorni lavorativi di cui sopra nei seguenti casi:
    • mancato invio della documentazione (F24 pagati e dati identificativi dei dipendenti e delle ritenute)
    • omesso o insufficiente versamento delle ritenute rispetto a quanto indicato nella documentazione

Con riferimento al punto 3 è comunque assegnato un limite alla sospensione dei pagamenti, tale limite si configura nel 20% del valore dell'opera/servizio o, se minore, per un importo pari alle ritenute non versate. Va da sè che se il committente non riceve la documentazione identificativa dell'ammontare delle ritenute dovrà trattenere una cifra pari al 20% dell'opera non potendo quantificare se questa sia superiore o inferiore.


Nonostante i chiarimenti forniti rimangono ancora diversi dubbi sull'applicazione concreta delle nuove regole in merito agli appalti. Ci sono ancora dei vuoti che dovranno essere colmati con idonee interpretazioni e approfondimenti, uno casi più significativi riguardano gli appalti a software house caratterizzati da una singolarità particolare relativa al fatto che il lavoro si svolge con prevalente intelletto più che manodopera ma, in ogni caso, attendiamo aggiornamenti.