Le novità fiscali della Finanziaria 2020 per le imprese

Le novità fiscali della Finanziaria 2020 per le imprese

Il Governo ha approvato la Finanziaria per questo Nuovo Anno pubblicandola in Gazzetta Ufficiale soltanto il 30 Dicembre. Abbiamo quindi messo ordine alle varie novità per fornire le prime indicazioni su cosa cambia a partire dal mese di gennaio 2020. Di seguito troverete alcune delle più rilevanti modifiche che riguarderanno le imprese (individuali e non).

Parleremo di:

Che fine fanno Maxi e Iper Ammortamento?

Con l’approvazione della Finanziaria sono state modificate le regole relative alle agevolazioni fiscali prevista dal Piano Nazionale “Industria 4.0”, in particolare si è optato di non procedere con la proroga bonus sugli ammortamenti per sostituirli con un credito di imposta per le aziende che sosterranno investimenti in beni strumentali nuovi destinati a realtà con sede situata in Italia. Tali investimenti devono essere effettuati nel periodo 1.1.2020 – 31.12.2020 prorogabili al 30.06.2021 in presenza delle seguenti condizioni:

  • Accettazione ordine;
  • Pagamento di acconti pari ad almeno il 20% del costo di acquisto.

Il MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) definirà le modalità con cui effettuare la richiesta del credito.

Chi sono i soggetti beneficiari?

Il credito d’imposta spetta a:

  1. Imprese residenti in Italia (incluse le stabili organizzazioni),
  2. a prescindere dalla forma giuridica, dal settore di attività, dalla dimensione
  3. e dal regime fiscale di appartenenza (quindi anche per i Forfetari)
  4. spetta inoltre anche ai lavoratori autonomi

Quali investimenti sono agevolabili?

Il beneficio è relativo a investimenti in beni materiali strumentali nuovi e beni immateriali strumentali nuovi (ad es. software gestionali aziendali da applicarsi direttamente a macchinari produttivi)

Misura del credito di imposta

A differenza del maxi Ammortamento e dell’Iper Ammortamento (130% e 240%), applicabile ai beni materiali di cui alla Tabella A, Finanziaria 2017, ora verrà assegnato un credito di imposta differenziato a seconda dell’entità dell’investimento effettuato:

  • per investimenti fino a € 2,5 milioni spetterà un credito pari al 40% del costo sostenuto;
  • per investimenti da € 2,5 milioni a € 10 milioni, spetterà un credito pari al 20% del costo sostenuto.

Per i beni immateriali di cui alla Tabella B, Finanziaria 2017, in sostituzione del maxi ammortamento del 40% è ora riconosciuto un credito d’imposta pari al 15% del costo fino ad un limite massimo di spesa di € 700.000

Per i beni diversi rispetto a quelli ricompresi nelle tabelle A e B, il credito d’imposta spetta nella misura del 6% del costo fino ad un massimo di costi ammissibili pari a € 2.000.000.

Come può essere “speso” il credito d’imposta?

Il credito potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione con il mod. F24 in 5 quote annuali di pari importo per i beni materiali, 3 quote annuali per gli investimenti in beni immateriali. La decorrenza dell’utilizzo partirà, a seconda dei casi:

  • dall’anno successivo a quello di entrata in funzione dei beni;
  • dall’anno successivo a quello in cui è intervenuta l’interconnessione

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Cosa cambia per il Regime Forfetario?

Con la finanziaria 2020 sono state introdotte una serie di modiche al regime forfetario che di fatto restringono la platea di soggetti che possono beneficiare dell’adozione dello stesso a partire dal 2020. Le novità più rilevanti riguardano le condizioni di accesso e di permanenza nel regime con la diretta conseguenza che parte di coloro che hanno adottato il regime forfetario nel 2019 saranno costretti a “migrare” nuovamente in quello ordinario da quest’anno.

  • Mantenimento limite ricavi/compensi dell’anno precedente a € 65.000
  • Reintroduzione di un limite relativo alle spese per lavoro di € 20.000
  • Incompatibilità per:
    • Collaboratori familiari
    • Soci di società di persone e di srl (con alcune limitazioni)
    • Soggetti che operano prevalentemente verso ex datori di lavoro nei due anni precedenti

Reintrodotta l’esclusione dal regime forfettario per il soggetto che possieda redditi da lavoro dipendente/assimilati superiori ad € 30.000. Ciò crea una sensibile penalizzazione per i dipendenti e i pensionati con reddito superiore a tale soglia in quanto obbligati ad adottare (o eventualmente ritornare) nel regime ordinario.

Introdotta poi la possibilità di ottenere la riduzione di un anno dei termini di decadenza dell’attività accertamento per coloro che adottino la fatturazione elettronica.

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Quali sono le nuove regole in caso di Appalto/Subappalto?

In sede di conversione del Decreto si è assistito ad una competa revisione della disciplina relativa alle ritenute e alle compensazioni in appalti e subappalti con entrata in vigore delle regole a partire dall’1.1.2020

La norma si rivolge alle imprese residenti in Italia che commissionano una o più opere oppure uno o più servizi, per un importo annuo complessivo superiore a 200.000 euro a un’impresa, tramite contratti di appalto, subappalto o qualsiasi altro contratto i quali si caratterizzano da prevalente utilizzo di manodopera presso le sedi di attività del committente, con l’utilizzo di beni strumentali di proprietà di quest’ultimo o comunque ad esso riconducibili. Tali imprese committenti dovranno richiedere all’impresa appaltatrice/subappaltatrice copia delle ricevute di pagamento delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente/assimilati trattenute dall’impresa affidataria dell’opera ai lavori direttamente impiegati nell’esecuzione dell’opera/servizio.

Le imprese affidatarie dell’opera/servizio sono tenute alla consegna, entro 5 giorni lavorativi successivi alla scadenza del versamento, all’impresa committente, delle evidenze di pagamento delle suddette ritenute oltre alla consegna di un prospetto contenente i dati di tutti i lavoratori impiegati direttamente nelle opere affidate da ciascun committente.

Qualora alla predetta data siano maturati compensi per l’impresa affidataria e questa non abbia adempiuto agli obblighi informativi o di pagamento, il committente è tenuto a sospendere il pagamento del corrispettivo pattuito, per tutta la durata dell’inadempimento, fino a concorrenza del 20% del valore dell’opera affidata ovvero per un importo pari alle ritenute non versate, dandone comunicazione all’agenzia entrate.

Quanto sopra non è applicabile qualora l’impresa appaltatrice abbia ottenuto apposita certificazione, una specie di “DURC” Fiscale.

… e sotto l’aspetto Iva?

La finanziaria 2020 ha introdotto un nuovo caso al quale è estesa l’applicazione del Reverse Charge proprio per quanto riguarda le prestazioni di servizi effettuate tramite contratti di appalto, subappalto o comunque denominati, caratterizzati da prevalente utilizzo di manodopera, presso le sedi del committente con l’utilizzo di beni strumentali di proprietà di quest’ultimo o ad esso riconducibili.

La disposizione, tuttavia, è subordinata al rilascio dell’autorizzazione da parte del Consiglio UE per cui al momento non è ancora operativa.

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Fatturazione elettronica e Sistema Tessera Sanitaria

Confermato anche per il 2020 che i soggetti obbligati all’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria (STS) non possono in alcun caso emettere fattura elettronica per le vendite/prestazioni i cui dati sono da inviare al Sistema Tessera Sanitaria.

Tali soggetti, tenuti all’invio dei dati al STS, a decorrere dall’1.7.2020 potranno adempiere ad entrambi gli obblighi attraverso un’unica operazione. Infatti potranno adempiere alla memorizzazione e invio dei corrispettivi giornalieri esclusivamente mediante l’invio dei dati dei corrispettivi giornalieri al STS.

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Nuova stretta sull’utilizzo del denaro contante

Le novità fiscali con la Finanziaria 2020

Ancora una volta la Finanziaria interviene sull’uso del denaro contante reintroducendo i limiti di utilizzo tramite una progressiva riduzione secondo il seguente calendario:

  • Riduzione a € 1.999,99 dall’1.7.2020 fino al 31.12.2021
  • Riduzione a € 999,99 dall’1.1.2022

Quindi, riduzione per il 2020 e 2021 a € 2.000 nell’utilizzo del contante per i pagamenti per poi passare ad € 1.000 a partire dal 2022

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Lotteria degli Scontrini

Sebbene la versione originale prevedesse l’avvio già dal 1.1.2020 dell’ormai famosa “Lotteria degli Scontrini”, possiamo tranquillizzare gli esercenti informando che è stata posticipata l’operatività dell’iniziativa all’1.7.2020. Inoltre è prevista che i clienti comunichino il Codice Lotteria da recuperare dal sito internet dell’Agenzia Entrate per cui non sarà più richiesto il codice fiscale.

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Proroga Detrazioni

Con le ultime modifiche sono state confermate le varie proroghe in relazione alle detrazioni per i vari interventi collegati ai lavori in edilizia. In particolare di seguito vanno ricordate:

Proroga Detrazione Riqualificazione Energetica

Prorogato al 31.12.2020 il termine entro il quale devono essere effettuate e sostenute le spese relative agli interventi di riqualificazione energetica per poter beneficiare della detrazione del 65%-50%

La detrazione è stata prorogata anche per gli acquisti e posa in opera di:

  1. Schermature solari
  2. Micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti
  3. Impianti di climatizzazione invernali dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili.

Proroga detrazione recupero edilizio

Confermata la proroga al 31.12.2020 anche per le spese relative a interventi di recupero edilizio per beneficiare della detrazione al 50% su un importo massimo di € 96.000. Le spese relative all’adozione di misure antisismiche su edifici in zone a rischio sismico sono già prorogate al 31.12.2021

Proroga detrazione “Bonus Mobili”

Confermata anche per il 2020 il c.d. “Bonus Mobili” ovvero la detrazione Irpef, al 50%, sulla spesa massima di € 10.000 fruibile da parte dei contribuenti che nel 2020 sostengono spese per l’acquisto di mobili e/o grandi elettrodomestici rientranti nella categoria A+ (A per i forni) finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di interventi di ristrutturazione o manutenzione straordinaria iniziati a decorrere dall’1.1.2019

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Bonus Facciate

Introdotta una nuova agevolazione consistente in una detrazione pari al 90% delle spese sostenute nell’anno 2020 per interventi edilizi sulle strutture opache della facciata, balconi, fregi, ornamenti, inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna, finalizzati al recupero/restauro della facciata esterna degli edifici ubicati in zona A (centri storici) o B (totalmente o parzialmente edificate).

La detrazione spettante va ripartita in 10 quote annuali di pari importo ma non è previsto alcun limite massimo di spesa.

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Buoni Pasto Mense Aziendali – Conferme e novità

Con l’approvazione della Finanziaria 2020 è confermato che non formano parte di reddito le prestazioni sostitutive delle somministrazioni di vitto (i cosiddetti “Buoni Pasto”) fino all’importo complessivo giornaliero di € 4 – per i buoni pasto cartacei – mentre è aumentato ad € 8 per quelli resi in formato elettronico – buoni pasto elettronici.

Allo stesso modo è confermata la non tassazione anche per:

  • Somministrazioni di pasti, da parte del datore di lavoro, effettuate in mense organizzate direttamente dal datore di lavoro o gestite da terzi;
  • Indennità sostitutive, fino ad un massimo di € 5,29 delle somministrazioni di vitto corrisposte a:
    • Addetti di cantieri edili
    • Addetti di altre strutture lavorative a carattere temporaneo
    • Addetti di unità produttive ubicate in zone prive di strutture / servizi di ristorazione

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Questa finanziaria ha introdotto delle novità che in alcuni settori possono essere definite "stravolgenti", in particolare per quanto riguarda le modifiche alle regole degli Appalti e Subappalti. I vincoli inseriti introducono diversi aspetti che andranno ad influire sensibilmente in questi mercati, in particolare tali regole saranno caratterizzate da un incremento di adempimenti burocratici (basti pensare all'obbligo di consegnare al committente i prospetti dei lavoratori interessati nel "cantiere") che in alcuni casi potrebbe essere di difficile realizzazione, ad esempio nei casi in cui ove il medesimo lavoratore è interessato in una pluralità di appalti nello stesso mese lavorativo. Speriamo quindi in decreti correttivi che riequilibrino la norma per portarla a livelli di sostenibilità maggiore.