CoronaVirus: Pubblicato il Decreto "Cura Italia".

CoronaVirus: Pubblicato il Decreto "Cura Italia".

Varato il Decreto "Cura Italia" con pubblicazione nella notte delle misure di sostegno alle Imprese colpite dall'Emergenza CoronaVirus.

Il Governo ha emanato una serie di interventi che spaziano dai settori della sanità, alle famiglie, lavoratori e imprese connesse con l'emergenza in atto. Nelle prossime righe ci concentreremo sugli interventi più rilevanti a vantaggio delle imprese per mostrarvi quali strumenti possono essere messi in atto per attutire i danni che il nostro tessuto economico sta subendo.

Parleremo di:

  1. Indennità per autonomi e aziende
  2. Sospensione scadenze fiscali e contributive
  3. Interventi sul fronte bancario
  4. Credito imposta affitti
  5. Contributi alle imprese

1) Indennità di € 600 per autonomi e aziende

La più importante misura a sostegno delle Partite Iva italiane è caratterizzata dall'indennità di € 600,00, per il mese di marzo, che verrà erogata ad una vasta platea di soggetti che si stima attorno ai 4,5 milioni di contribuenti. 

Per entrare nel dettaglio i soggetti titolati a richiedere l'indennità riguardano:

  • professionisti iscritti alla Gestione Separata Inps
  • titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, iscritti alla Gestione Separata (ad esempio gli amministratori di società)
  • Lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni Speciali AGO (ad esempio artigiani e commercianti)

In via residuale è stato poi istituito un fondo residuale per le categorie di autonomi e professionisti non rientranti nelle precedenti anche se, purtroppo, in misura nettamente inferiore la cui fruizione sarà esclusivamente marginale.

La somma è da considerarsi "una tantum" ma non è escluso che possa essere prorogata anche per il mese di Aprile stando alle parole del Ministro Catalfo.

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2) Sospensione scadenze fiscali e contributive

E' stata prevista la sospensione dei termini di versamento delle scadenze fiscali, contributive e dei premi Inail con rinvio dei termini scadenti nel mese di marzo alla nuova scadenza del 31 maggio 2020.

Tuttavia, il rinvio a fine maggio non è per tutti. Rimangono esclusi dalla sospensione (beneficiando solo della mini-proroga a venerdì 20.03.2020) i contribuenti che nell'anno 2019 hanno superato il limite di 2 Milioni di Euro di ricavi o compensi. Tuttavia se rientranti nei settori maggiormente colpiti dall'Emergenza Coronavirus (ad esempio tour operator, bar, ristoranti ecc.) il rinvio a maggio opera anche per questi in quanto non rileva il superamento del limite di cui sopra.

Gli importi sospesi potranno essere pagati in unica soluzione al 31.05 oppure fino a 5 rate mensili con prima scadenza al 31 maggio.

Attenzione però a quello che dovete pagare in marzo perchè la sospensione non riguarda tutti i versamenti, bensi:

  1. Ritenute fiscali e trattetute per addizionale regionale e comunale effettuati da sostituti di imposta
  2. Iva
  3. contributi previdenziali, assistenziali e premi per assicurazione obbligatoria.

Rimangono esclusi ad esempio i versamenti per la tassa annuale di vidimazione dei libri sociali la cui scadenza originaria del 16 marzo è spostata al 20 marzo (venerdì) e le ritenuto da lavoro autonomo (Cod. 1040).

Sospensione cartelle, rate di accertamenti e avvisi addebito Inps

La sospensione dei versamenti in scadenza durante il mese di marzo sono estesi anche a:

  • cartelle di pagamenti emesse dall'agente della riscossione (indipendentemente dal contenuto della cartella)
  • somme dovute a seguito avvisi di accertamento dell'agenzia entrate
  • avvisi di addebito emessi dall'Inps nell'attività di riscossione delle proprie somme

I pagamenti sospesi sono quelli scadenti nel periodo dall'8 marzo al 31maggio 2020. I versamenti dovranno essere versate in unica soluzione entro il 30 giugno 2020

N.B. Le rate della "Rottamazione Ter" e "Saldo e Stralcio" con scadenza rispettivamente il 28 febbraio e 31 marzo potranno essere pagate entro il 1 giugno 2020

Stando al testo della norma sembrerebbero tuttavia esclusi dalla sospensione le scadenze di rateazioni di cartelle e avvisi bonari ordinari le quali rimangono dovute alle normali scadenze.

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3) Interventi sul fronte bancario per le aziende

Il pacchetto di norme sicuramente più interessante riguarda le misure rivolte al sostegno finanziario delle imprese le quali, chi più e chi meno, tutte hanno risentito degli effetti della diffusione del CoronaVirus in Italia. Ci sono attività, infatti, che dagli ultimi decreti hanno visto azzerare il proprio fatturato a causa dei provvedimenti di sospensione (ricordiamo i bar, ristoranti, centri estetici, parrucchieri e così via) e, pertanto, il problema di liquidità è un tema sicuramente di primo piano.

Per fronteggiare tali situazioni il Decreto "Cura Italia" ha previsto alcune "protezioni" sugli affidamenti in essere e sui finanziamenti in corso.

  1. Sospensioni mutui prima casa anche da parte di autonomi e professionisti
  2. Impossibilità per la banca di revocare affidamenti (sia per la parte utilizzata che per quella non utilizzata) fino al 30 settembre 2020
  3. Sospensione dei prestiti non rateali con scadenza entro il 30 settembre e spostamento di tutte le scadenze intermedie alla data del 30 settembre 2020
  4. Sospensione dei piani di rimborso dei finanziamenti (compresi i leasing) le cui rate in scadenza prima del 30 settembre 2020 sono sospese fino appunto il 30 settembre 2020 con conseguente dilazione del piano in assenza di oneri ulteiore per nessuna delle parti.

Ciò significa che da un lato la banca non può revocare affidamenti, dall'altro è possibile richiedere la sospensione di qualsiasi finanziamento in essere.

La sussistenza dei requisiti per la richiesta delle sospensioni avverrà tramite autocertificazione da parte del richiedente. E' pertanto consigliabile, in questo momento, iniziare a prendere contatti con la propria banca per avviare le relative procedure.

Aumento importo Microcredito

Importante segnalare che il Decreto prevede l'ampliamento della somma richiedibile attraverso lo strumento del c.d. "Microcredito" il quale aumenta la somma massima che può essere richiesta portandola da € 25.000 alla nuova soglia di € 40.000 aumentando pertanto i progetti di investimento delle nuove realtà produttive. 

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4) Credito imposta "botteghe e negozi"

Con il Decreto dell'11 marzo 2020 diverse attività sono state costrette a sospendere immediatamente la propria attività e interrompere ogni contatto con il pubblico all'interno dei negozi. Per questi soggetti il Decreto prevede l'erogazione di un credito di imposta pari al 60% dell'ammontare del canone di affitto dei negozi per il mese di Marzo 2020. Ciò significa che a fronte di un canone di locazione di € 1.000,00 per il mese di marzo si avrà diritto ad un credito d'imposta di € 600,00 da utilizzare in compensazione tramite F24.

Sono tuttavia presenti altri strumenti già a disposizione per affrontare il mancato utilizzo dell'immobile preso in affitto che potrebbe essere più vantaggioso per tutti coloro costretti a chiudere, ma non ne parleremo in questa sede.

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5) Contributi alle imprese

Il pacchetto di contro-misure anti Coronavirus comprende anche una serie di interventi di potenziamento della sicurezza sui luoghi di lavoro.

Troviamo infatti lo stanziamento, da parte dell'Inail, di 50 milioni di euro da trasferire ad Invitalia per l'erogazione alle imprese che intendano investire sull'acquisto di dispositivi e altri strumenti di protezione individuale. Attendiamo comunque le comunicazioni da parte dell'Istituto sulle modalità di accesso al contributo.

Inseriamo in questa categoria anche il rilevante credito di imposta per la Sanificazione degli ambienti di lavoro il quale consiste nell'erogazione di un contributo pari al 50% della spesa sostenuta per interventi di sanificazione delle aree aziendali fino ad un massimo di € 20.000. Ciò significa che se un'azienda ha sostenuto costi per € 10.000,00 al fine di sanificare gli ambienti di lavoro ottiene un contributo di € 5.000,00 sotto forma di credito di imposta.


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