I crediti d'imposta del Decreto Rilancio: Sanificazione, acquisto Dpi, Adeguemento ambienti di Lavoro

I crediti d'imposta del Decreto Rilancio: Sanificazione, acquisto Dpi, Adeguemento ambienti di Lavoro

Quali sono i crediti d'imposta di cui possono beneficiare le Aziende italiane per far fronte alle spese di sicurezza, adeguamento degli ambienti di lavoro e per la sanificazione?

Tali crediti d imposta, già previsti nel Decreto Cura Italia, sono stati rivisti con il Decreto Rilancio di maggio 2020 il quale:

  • ha rivisto i benefici in esame
  • esteso le agevolazione anche alle spese per adeguamento degli ambienti di lavoro in relazione alle nuove prescrizioni/raccomandazioni sanitarie per la riduzione del rischio contagio
  • ha previsto la possibilità di cedere tali crediti d'imposta a terzi invece di utilizzarli direttamente.

Quali sono i crediti imposta per adeguamento ambienti di lavoro?

Alcune categorie di attività sono più interessate di altre dalle norme di sicurezza, distanziamento e adeguamento dei luoghi di lavoro per poter essere conformi alle regole sanitarie. Queste tipologie di aziende sono essenzialmente quelle che si basano sull'affollamento o comunque sulla presenza simultanea di un numero più o meno elevato di pubblico, ad esempio:

  • alberghi, villaggi turistici, residence, b&b, 
  • ristorazione, gelaterie, catering, bar, 
  • parchi divertimento, stabilimenti balneari e termali, musei, luoghi e monumenti storici
  • e comunque le attività di cui all'allegato 1 DL 34/2020

In particolare, gli interventi e le spese che rientrano nell'agevolazione possono essere ricondotte a:

  • interventi edilizi per rifacimento spogliatoi, mense, realizzazione spazi medici, ingressi e spazi comuni;
  • acquisto arredi di sicurezza
  • investimenti in attività innovative quali ad esempio sviluppo/acquisto di strumenti e tecnologie necessarie allo svolgimento dell'attività lavorativa
  • acquisto di apparecchiature per controllo temperatura dei dipendenti e degli utenti

L'importo massimo su cui viene riconosciuto il credito è di € 80.000,00 e il credito riconosciuto è del 60% delle spese sostenute fino a tale massimale

Tali spese potrebbero comunque essere ampliate dal Ministero dello Sviluppo Economico così come ampliare la platea di soggetti beneficiari.

In cosa consiste il credito d'imposta per sanificazione e acquisto Dpi?

credito imposta sanificazione acquisto dpi

A fronte dell'obbligo di dotarsi di strumenti di Protezione Individuale, il Decreto Rilancio ha rivisto il precedente credito d'imposta di marzo incrementando il credito d'imposta riconosciuto portandolo al 60% della spesa rispetto al 50% previsto in origine.

Gli acquisti riguardano:

  • acquisto di mascherine chirurgiche, Ffp2, Ffp3
  • guanti, visiere di protezione e occhiali protettivi;
  • tute di protezione e calzari
  • acquisto/installazione di altri dispositivi di sicurezza finalizzati alla protezione dei lavoratori all'esposizione ad agenti biologici ed a garantire la distanza di sicurezza (esempio: barriere e pannelli protettivi).

Non solo, oltre all'acquisto di Dpi è riconosciuto il credito imposta anche per le seguenti spese:

  • sanificazione di ambienti lavorativi e degli strumenti utilizzati
  • prodotti detergenti e disinfettanti
  • termometri/termoscanner/tappeti/vaschette igienizzanti

A fronte dell'acquisto è riconosciuto quindi un credito d'imposta del 60% delle spese sostenute nel 2020 fino ad un massimo di € 60.000,00

La possibilità di cessione del Credito a terzi

Per l'anno 2020 e 2021, o meglio per il periodo 19.05 - 31.12.2021 è possibile, in luogo dell'utilizzo diretto del credito, la cessione dello stesso anche a terzi. La cessione può essere totale o anche parziale e può essere ceduta anche a banche o intermediari finanziari. 

Chi acquista il credito potrà utilizzarlo anche in compensazione con le medesime modalità previste per il cedente. Attenzione all'utilizzo in quanto la quota non utilizzata nell'anno non potrà essere utilizzata negli anni successivi nè essere chiesta a rimborso.


Le agevolazioni viste sopra devono essere lette nell'ottica di riduzione del costo di adeguamento alle norme di sicurezza. Ogni azienda è tenuta ad adeguare la propria attività alle prescrizioni di sicurezza per ridurre il rischio contagio, di conseguenza il credito è una fonte indiretta di liquidità che rientrerà nelle casse dell'azienda attraverso minori uscite di tasse e contributi.

Il consiglio, pertanto, è di pianificare gli acquisti e le spese indirizzandole verso quelle agevolabili anche in funzione delle proprie uscite future per tasse, contributi ma anche la semplice Iva periodica.

Considerando l'orizzonte temporale di circa 18 mesi è indispensabile calcolare il proprio fabbisogno in correlazione alle proprie uscite tributarie, anche in proiezione futura, al fine di massimizzare il vantaggio in termini di maggiore liquidità nel breve termine.

Per ogni chiarimento utilizzate il form di contatto ad inizio pagina.