Autoscuole: inversione di rotta sull’IVA

Autoscuole: inversione di rotta sull’IVA

In un momento in cui le forze politiche fanno del mancato innalzamento delle aliquote IVA un cavallo di battaglia, nei confronti delle autoscuole l’imposta sul valore aggiunto non solo diviene obbligatoria, ma gli effetti potrebbero avere carattere retroattivo.

Quadro normativo

L’Agenzia delle Entrate, nell’adeguarsi all’orientamento espresso dalla Corte di Giustizia Europea con sentenza del 14-03-2019,rivede completamente la propria posizione rispetto alle attività di formazione poste in essere dalle scuole guida, e con Risoluzione del 2.9.2019, n. 79/E, dichiara la loro imponibilità ai fini IVA.

Nel recente passato l’Ente considerava esenti da IVA le lezioni finalizzate al conseguimento dell’abilitazione alla guida, in quanto rientranti tra le prestazioni educative in grado di offrire funzioni didattiche aventi finalità simili a quelle erogate dagli organismi di diritto pubblico,equiparandole a quelle degli Istituti Scolastici e delle Università, le quali erano escluse dall’applicabilità dell’imposta.

La Corte di Giustizia Europea, smentisce l’interpretazione appena richiamata, sostenendo che “l’insegnamento della guida automobilistica in una scuola guida…. resta comunque un insegnamento specialistico che non equivale, di per se stesso, alla trasmissione di conoscenze e di competenze aventi ad oggetto un insieme ampio e diversificato di materie, nonché al loro approfondimento e al loro sviluppo, caratterizzanti l’insegnamento scolastico o universitario”.Pertanto, a livello comunitario, si è dichiarato che agli insegnamenti impartiti da una scuola guida non può applicarsi l’esenzione IVA.

Quali adempimenti attuare?

L’Agenzia delle Entrate, sposando la richiamata interpretazione espressa a livello europeo, e considerando l’efficacia retroattiva della norma, prevede che le scuole guida siano tenute:

  1. ad applicare l’IVA sulle prestazioni future;
  2. per le operazioni effettuate in passato, per gli anni ancora accertabili ai fini IVA:
    • emettere una nota di variazione in aumento ai sensi dell’art. 26, comma 1, DPR n. 633/72
    • inviare una dichiarazione annuale IVA integrativa inserendo la maggiore imposta.

Nonostante la disposizione sia retroattiva, è stato precisato che non saranno applicate né sanzioni, né interessi.

Gli effetti che la decisione qui in esame porta con sé aprono uno scenario complesso e problematico per le aziende, quindi nonostante la posizione dell’Agenzia delle Entratesia chiara, a seguito delle pesanti polemiche che la questione ha riscosso, a livello governativo si prospetta l’emanazione di una norma che preveda dei cambiamenti, tra cui il posticipo della decorrenza al 2020.


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