Fatturazione elettronica: aspetti operativi per un approccio chiaro

Fatturazione elettronica: aspetti operativi per un approccio chiaro
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L’entrata in vigore della “fattura elettronica”, prevista per il 1° gennaio 2019, si avvicina e, mentre ci si prepara ad accantonare il documento cartaceo da sempre al centro degli scambi di beni e servizi, cerchiamo di affrontare di seguito alcuni aspetti di carattere operativo. 

Come riconoscere la data di emissione e di ricezione della fattura elettronica

Identificare la data della fattura, ossia il momento in cui sorgono le imposizioni fiscali, è di rilevante importanza, e nel caso della fattura elettronica, l’Agenzia delle Entrate con il provvedimento n. 89757 ha spiegato le modalità per riconoscerla:

  • la data di emissione della fattura elettronica è indicata nel campo “Data” della sezione “Dati Generali” del file (nel  formato xml) del documento informatico. Per assicurarsi che la fattura sia stata emessa correttamente il “Sistema d’interscambio” (di  seguito SDI) invia all’emittente una ricevuta di buon esito del processo, contenente anche l’informazione della data di ricezione da parte del destinatario o di messa a disposizione del file sul web dell’Agenzia delle Entrate. In caso di errore nell’invio, il sistema manda al trasmittente una ricevuta di scarto entro 5 giorni e la fattura deve essere emessa nuovamente.
  • La data di ricezione della fattura elettronica, rilevante anche ai fini della detraibilità dell’IVA, coincide con il momento in cui essa viene recapitata al destinatario e, a seconda del canale telematico utilizzato, sussistono criteri differenti di identificazione della data:
    • nel caso di invio per PEC, si considera la data presente all’interno della ricevuta di consegna inviata al SDI dal gestore di PEC del soggetto ricevente;
    • Se si utilizza il canale accreditato SdICoop, la data è quella indicata all’interno della “response” del servizio esposto dal soggetto ricevente;
    • Se si fa ricorso al “File Transfer Protocol” (FTP) la data da considerare è quella in cui termina con successo la trasmissione del supporto.

Qualora a causa di problemi tecnici il recapito della fattura non vada a buon fine, il SDI mette a disposizione un duplicato della fattura nell’area autenticata dei servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate e avverte l’emittente, il quale a sua volta è tenuto ad informare il destinatario. In tale ultimo  caso la data di ricezione della fattura da considerare, anche per la detraibilità dell’IVA, coincide con il momento in cui il destinatario entra nella sua area riservata e prende visione della fattura.

Errori nell’emissione della fattura elettronica …quali rimedi?

Come per la fattura cartacea, anche per quella elettronica è prevista la possibilità di correggere gli errori commessi in fase di emissione. 

Le soluzioni possibili variano a seconda della tipologia della inesattezza:

  • se l’errore rientra fra quelli rilevabili direttamente dal Sistema d’interscambio si genera automaticamente una ricevuta di scarto e la fattura errata si considera non emessa. Il soggetto emittente può quindi riemettere la fattura corretta, entro 5 giorni, la quale riporterà la stessa data e lo stesso numero della precedente;
  • Se invece l’errore non è rilevabile dal sistema di interscambio, per correggere la fattura errata, il soggetto emittente deve predisporre una nota di credito che vada a stornare eventuali imprecisioni o inesattezze.

L’Imposta di bollo virtuale

Come noto, per determinate operazioni economiche di importo superiore ad € 77,47 è previsto il versamento dell’imposta di bollo di € 2,00, in alternativa all’Iva. Tale obbligo viene assolto mediante l’apposizione della relativa marca sulla fattura.

Con l’entrata in vigore della fattura elettronica, non essendo più materialmente possibile utilizzare questa modalità, per adempiere alla normativa fiscale si fa riferimento a quanto specificato dall’Agenzia delle Entrate con la circolare 16 E del 14/04/2015, ossia:

  • entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio, il contribuente deve versare in un'unica soluzione, l’ammontare dell’imposta di bollo dovuta, indicando nel modello F24 l’esercizio di riferimento ed il codice tributo 2501;
  • sulla fattura elettronica deve essere indicata la dicitura “Imposta di bollo assolta virtualmente ai sensi del DM 17.6.2014”.

Lo Studio sarà lieto di approfondire le tematiche sopra affrontate e resta a vostra completa disposizione.