Decreto Dignità: Come cambiano le regole del Contratto a Termine

Decreto Dignità: Come cambiano le regole del Contratto a Termine
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Nei prossimi giorni dovrebbe entrare in vigore il decreto legge intitolato "Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese" 
La denominazione utilizzata denota, tra gli altri, ambiziosi obiettivi di lotta al precariato e sta avendo un forte impatto tra l'opinione pubblica. 
Non è ancora conosciuta la data di pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, ma il dibattito tra i "sostenitori" e i "contrari" alla riforma è sempre più acceso. 
Vediamo di seguito le principali modifiche che dovrebbero essere apportate alla disciplina del "contratto di lavoro a tempo determinato" contenute nel DLgs 81/2015, specificando che non si applicherà ai contratti stipulati dalla Pubblica Amministrazione per i quali continuanoa valere le norme precedenti all'entrata in vigore del presente decreto.

Durata massima e reintroduzione di causali

Il contratto a tempo determinato potrà avere una durata massima di 12 mesi , estendibile a 24 mesi solamente in presenza delle seguenti causali:

  • esigenze temporanee e oggettive, estranee all'ordinaria attività per esigenze sostitutive di altri lavoratori;
  • esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell'attività ordinaria.

Inoltre, salvo diverse disposizioni dei contratti collettivi e, ad eccezione delle attività stagionali (individuate dal D.P.R.n. 1525 del 1963 fino a pubblicazione di nuovo decreto Ministeriale), i rapporti di lavoro a termine intercorsi tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore, anche per effetto di successivi contratti, non potranno superare complessivamente i 24 mesi(attualmente il limite è fissato a 36 mesi). Si sottolinea che, in caso di superamento di tale limite, il contratto sarà trasformato a tempo indeterminato a decorrere dal giorno seguente lo sforamento.

Rinnovi e proroghe

In caso di "rinnovo" , ossia della stipula di un nuovo contratto tra le parti intervallato da un periodo obbligatorio di stacco, dovranno sussistere obbligatoriamente le causali previste nei casi di superamento dei 12 mesi richiamate in precedenza.

Per quanto riguarda le "proroghe" , definite come la continuazione di un contratto già in essere:

  • saranno consentite se il contratto iniziale risulterà inferiore a 24 mesi, e con un limite di quattro a prescindere dal numero dei contratti,
  • saranno ammesse liberamente senza causali se all'interno dei 12 mesi del rapporto di lavoro, al superamento dei quali sarà invece necessario indicare una delle ragioni giustificatrici suddette;
  • qualora si procedesse ad una quinta proroga il contratto di trasformerebbe a tempo indeterminato dalla data di decorrenza della stessa.

L'importanza della forma del contratto

Ad eccezione dei rapporti di lavoro di durata non superiore a dodici giorni, l'apposizione del termine del contratto sarà priva di effetto se non risulterà da atto scritto, la cui copia dovrà essere consegnata al dipendente entro cinque giorni lavorativi. 
Alla scadenza del termine fissato, il contratto potrà essere rinnovato o prorogato. In entrambi i casi l'atto scritto dovrà contenere le ragioni giustificatrici (temporanee ed oggettive, ovvero connesse ad incrementi temporanei) in base alle quali è stato stipulato. 
È prevista una deroga nel caso di proroghe di rapporti fino a 12 mesi per le quali tale indicazione non sarà necessaria.

Aumento del costo per i contratti a termine

Il decreto prevede un aumento del contributo addizionaleper i datori che ricorrono al lavoro a temine, attualmente fissato all' 1,4% dell'imponibile previdenziale, incrementandolo di 0,5 punti percentuali in occasione di ciascun rinnovo del contratto a tempo determinato, anche in somministrazione.

Le novità riguardano anche i contratti in essere?

Le modifiche alla disciplina del tempo determinato sopra esposte, sempre se confermate mediante la pubblicazione del decreto legge in Gazzetta Ufficiale, riguarderanno:

  • contratti di lavoro a tempo determinato stipulati successivamente all'entrata in vigore del decreto in esame
  • rinnovi e le proroghe dei contratti in corso alla data di entrata in vigore del decreto. 

Come anticipato in premessa, e data la vasta portata del "decreto dignità", sono state analizzate le principali novità in materia di contratti a termine, precisando che lo Studio resterà a vostra completa disposizione per quesiti e approfondimenti in merito.