Lavoro a chiamata e obbligo del DVR (Documento di valutazione dei rischi)

Lavoro a chiamata e obbligo del DVR
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Con lettera circolare del 15 Marzo 2018 l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha ribadito, quanto peraltro già sostenuto dallo stesso Ministero del Lavoro nel 2012 (Circ.18 e 20 del 2012) che, in caso di assunzione di lavoratori con contratto intermittente cosiddetto “a chiamata” in assenza della Valutazione dei Rischi il rapporto di lavoro sarà convertito in un ordinario rapporto di lavoro subordinato.

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L’art. 14 del D. Lgs. 81/2015 vieta espressamente il ricorso al lavoro intermittente nei seguenti casi:
1)    Sostituzione di lavoratori in sciopero;
2)    Assunzione a chiamate nelle unite produttive in cui si sia proceduto a licenziamenti collettivi o vi sia in corso una procedura di cassa integrazione;
3)    Ai datori di lavoro che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi come previsto dal D. Lgs. 81/2008.

Con sentenza della Cassazione civ. sez. lavoro del 2 Aprile 2012 n. 5241 si sostiene il principio secondo il quale la minor familiarità del lavoratore con l’ambiente e gli strumenti di lavoro unita ad una minore professionalità richiedono una più intensa protezione del rapporto di lavoro “atipico”, come il lavoro a chiamata, dai rischi propri  dell’attività prestata.

In breve la stipulazione di un contratto “a chiamata” in mancanza del DVR è considerato nullo e pertanto sanzionato con la  conversione in un normale rapporto di lavoro a tempo indeterminato. 

Alla luce di quanto sopra Vi invitiamo a controllare le misure adottate nella Vs azienda per quanto riguarda gli adempimenti in materia di sicurezza sul lavoro per verificare il corretto adeguamento alla normativa.

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Lo studio resta a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti.