Novità pagamento in contanti dal 2018 - monete da 1-2 centesimi

Novità pagamento in contanti dal 2018
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A decorrere dal 1° Gennaio 2018 è sospesa la produzione da parte dell'Italia di monete metalliche in euro di valore unitario pari a 1 e 2 centesimi. Durante il periodo di sospensione quando un importo in euro costituisce un autonomo importo monetario complessivo da pagare e il pagamento è effettuato integralmente in contanti, tale importo è arrotondato, a tutti gli effetti, per eccesso o per difetto, al multiplo di cinque centesimi più vicino.

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Premesso che l’importo da tenere in considerazione per effettuare l’arrotondamento è sempre l’importo complessivo da pagare e non il prezzo del singolo bene, facciamo degli esempi:

1)    totale prezzo complessivo Euro 53,11

regola valida solo per il pagamento in contanti: Euro 53,10

2)    totale prezzo complessivo Euro 28,99

regola valida solo per il pagamento in contanti: Euro 29,00

3)    totale prezzo complessivo Euro 14,16

regola valida solo per il pagamento in contanti: Euro 14,15

4)    totale prezzo complessivo Euro 44,13

regola valida solo per il pagamento in contanti: Euro 44,15

Pertanto se il prezzo finale è: 1 e 2 centesimi l’arrotondamento va effettuato a zero per difetto; se ci sono 3 e 4 centesimi l’arrotondamento va fatto a 5 centesimi per eccesso; 6 e 7 centesimi arrotondato a 5 centesimi per difetto, mentre se 8 e 9 centesimi l’arrotondamento va fatto a 5 centesimi per eccesso.

Questo non significa che non possono continuare a circolare le monetine da 1 e 2 centesimi di euro, infatti tali monetine possono essere utilizzate per pagare l’importo al fine di raggiungere i 5 centesimi.

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Nella legge non sono previste sanzioni specifiche e per questo in molti non si stanno adeguando. Sarebbe opportuno un intervento ufficiale dell’amministrazione finanziaria per delineare il corretto comportamento da adottare e la problematica o meno legata ad eventuali sanzioni legate al mancato corretto adempimento contabile/fiscale.

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I documenti emessi prima del pagamento non subiranno modifiche, non sapendo come pagherà il cliente; dunque in questo caso il problema si sposterà al momento dell’incasso del corrispettivo con il risultato che l’importo incassato in contanti sarà diverso dal valore esposto nel documento per la differenza di arrotondamento (che andrà gestito contabilmente, in particolare, si ritiene che debba essere fatto transitare a conto economico).

Diversamente se il documento è emesso al momento dell’incasso, come nel caso dello scontrino o della parcella del professionista, se il pagamento verrà effettuato in contanti, l’arrotondamento del totale si consiglia venga esposto in fattura.

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Insomma a fronte di un risparmio per la Zecca dello Stato valutato in circa 20 milioni di Euro all’anno legati al mancato conio delle monete da 1 e 2 centesimi (da compensare però con i costi del maggior conio di quelle da 5 centesimi), ci saranno i costi per le aziende e per i cittadini per la gestione della complessità introdotta, difficilmente valutabile, ma certamente non irrilevante.

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Lo studio resta a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti.