Pillole di Fiscalità Estera - Sistema Fiscale nel Regno Unito

  • Tempo di lettura: 1 minute

(di Giulia Zerbinato)

Nuovo appuntamento con la nostra Rubrica dedicata alla fiscalità estera. Oggi parliamo del Sistema Fiscale in vigore nel Regno Unito.

La buona stabilità economica, politica e istituzionale da sempre conosciuta per la presenza di una scarsa burocrazia ed un'efficiente organizzazione, portano il Regno Unito ad avere un vantaggio competitivo da non sottovalutare nei confronti degli altri paesi.

Le aliquote vantaggiose previste dal sistema fiscale inglese rappresentano il motivo per il quale numerose imprese vedono tale paese come ideale destinazione per dare attuazione alla strategia di internazionalizzazione.

La "Corporation Tax", che colpisce gli utili d'impresa, ha subìto numerose modifiche negli ultimi anni, assistendo alla progressiva diminuzione dell'aliquota: a partire dal 1° aprile 2015 i profitti delle società sono colpiti da un'unica aliquota del 20%.

Precedentemente era prevista un'aliquota ordinaria del 21% che colpiva redditi oltre 1.500.000 £, una seconda aliquota del 20% per redditi inferiori a 300.000 £, ed infine per profitti compresi tra 300.000£ e 1.500.000 £ era applicata l'aliquota ordinaria del 21 % ridotta di un "Marginal Relief Rate", il cui calcolo dipende da un insieme di fattori tra cui il tipo di attività esercitata. Inoltre, non è prevista una tassazione locale delle attività commerciali, come invece avviene in Italia.

Appare subito evidente la prima differenza rispetto al regime vigente nel nostro paese. Seppur limitata, la nostra Irap contribuisce in misura non rilevante alla pressione fiscale che grava sulle nostre imprese. Comprensibili quindi - seppur non pienamente condivisibili - le scelte fatte anche da importanti aziende (domestiche) a trasferire in questo paese la propria sede. 

La semplificazione degli adempimenti e la riduzione della burocrazia a livelli sostenibili sono infatti la chiave di lettura per lo sviluppo economico di un paese.