Rateazione decaduta: è possibile ripresentarla

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(di Luca Zambello)

Come risaputo le rateazioni concesse dall'Agente della Riscossione (Equitalia) richiedono, per il loro mantenimento, la regolarità nel pagamento delle rate seppur con alcune eccezioni.

E' riconosciuta infatti la possibilità di "saltare" fino ad otto rate, anche non consecutive, per tutta la durata del piano prima di vedersi revocare il beneficio del pagamento rateale degli importi inseriti a ruolo.

L'anno scorso, tuttavia, il Governo aprì la possibilità di "sanare" quelle posizioni incagliate con piani di rateazione decaduti per il mancato pagamento delle rate, introducendo la possibilità di presentare (entro il 31.07.2014) una sorta di istanza di rateazione in deroga nella quale era possibile ottenere nuovamente una rateazione - fino a 72 rate - su quei debiti per i quali si era perso il beneficio della rateazione.

Con l'intervento del Decreto c.d. "Milleproroghe" si è proceduto a modificare l'art. 11-bis, D.l. 66/2014, posticipando il termine ultimo entro il quale i contribuenti decaduti dalle rateazioni.

Soggetti interessati dall'intervento

  • Tutti i contribuenti decaduti dal beneficio della rateazione dei debiti tributari
  • che si trovano in "temporanea situazione di obiettiva difficoltà"

Requisiti per accedere al beneficio

Per poter accedere alla sanatoria in esame è necessario che siano rispettati i seguenti requisiti:

  • che la decadenza dalla rateazione sia intervenuta non oltre il 31.12.2014 (precedentemente il riferimento era al 22.06.2013)
  • la richiesta sia presentata entro e non oltre il 31.07.2015 (originariamente la data era fissata al 31.07.2014).

La nuova rateazione eventualmente concessa, non potrà tuttavia essere prorogata (come previsto per le rateazioni ordinarie) e verrà revocata nel caso risultino essere mancanti 2 rate (anche non consecutive).

L'ottenimento della rateazione "in deroga" mette al riparo il contribuente dall'avvio di nuove azioni esecutive per il recupero del credito tributario con la possibilità quindi di regolarizzare le posizioni incagliate e ottenere le certificazioni di regolarità contributiva da parte delle varie amministrazioni (ottenimento di Durc regolare).

La riapertura dei termini, evidentemente legata al consenso riscontrato tra i contribuenti nell'anno precedente, consentirà da un lato il recupero di somme arretrate da parte dell'amministrazione finanziaria, dall'altro la possibilità, per i contribuenti, di regolarizzare posizioni traumatiche a seguito di obiettiva difficoltà riscontrabile nell'andamento economico generale.