Applicata la maxisanzione per lavoro occasionale

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(di Eleonora De Biaggi)

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con Nota n. 16920 del 9 ottobre 2014, fornisce alcune delucidazioni in merito all’applicazione della maxisanzione in caso di disconoscimento del rapporto di lavoro autonomo ex art 2222 c.c. con partita IVA e/o ritenuta d’acconto, la cosiddetta “collaborazione occasionale”.

Si applica la Maxisanzione quando "in caso di impiego di lavoratori subordinati senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto da parte del datore di lavoro privato", a meno che "dagli adempimenti di carattere contributivo precedentemente assolti, si evidenzi comunque la volontà di non  occultare il rapporto, anche se trattasi di differente qualificazione".

In particolare, si chiarisce che la maxisanzione non può essere applicata qualora,  per il compenso erogato per lavoro autonomo,  sia stata emessa regolare ritenuta d’acconto, trascritta nella documentazione fiscale obbligatoria poiché, pur a fronte della riqualificazione della prestazione come lavoro subordinato, in presenza di valida documentazione fiscale, non può essere considerato lavoro "in nero".

La circolare n. 38/2010 della Direzione Generale ha infatti precisato: "il personale ispettivo provvederà ad irrogare la maxisanzione in assenza della documentazione utile ad una verifica circa la pretesa autonomia del rapporto...".

Tale documentazione dovrà essere, evidentemente, riferita ad un periodo precedente all'accertamento.

Importo maxisanzione:

  • € 1.500 – 12.000 ► per ciascun lavoratore irregolare, maggiorato di € 150 per ogni giornata di lavoro effettivo;
  • € 1.000 – 8.000 ► per ciascun lavoratore irregolare, maggiorato di € 30 per ogni giornata di lavoro irregolare (nel caso in cui egli risulti regolarmente occupato per un periodo lavorativo successivo).


Lavoro autonomo occasionale: documentazione utile

Il lavoro autonomo occasionale ai sensi dell'art. 2222 c.c., non prevede l’obbligo di comunicazione preventiva al Centro per l’Impiego ed impone di considerare, al fine di poter escludere la volontà di occultare il rapporto alla PA, altra documentazione utile alla sua identificazione.

In merito, la circolare n. 38/2010 ha già specificato che per "valida documentazione fiscale" si intende quella obbligatoria come ad esempio

-          il versamento delle ritenute d'acconto tramite modello F24,

-          le rilevazioni contabili

-          la dichiarazione Mod. 770 prodotta in relazione al periodo oggetto di accertamento.

Pertanto il lavoro autonomo per il quale sia stata emessa regolare ritenuta d'acconto, pur a fronte della riqualificazione della prestazione di lavoro come prestazione di lavoro subordinato non può essere considerato lavoro "in nero" e quindi non potrà essere applicata la relativa maxisanzione.

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