Strategie di contrasto all’evasione fiscale per il 2014

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(di Natascia Prencisvalle)

Con la circolare del 06.08.2014, n. 25/E l’Agenzia delle entrate ha evidenziato come sia indispensabile il contraddittorio con il cittadino, sia nella fase istruttoria, sia in quella di definizione della pretesa tributaria, con l’obiettivo di individuare i comportamenti più pericolosi, tralasciando i controlli meno rilevanti per importi e sostenibilità.

Il Fisco, tramite la circolare, ha presentato la strategia per la prevenzione e il contrasto all’evasione, chiedendo agli uffici periferici di orientare l’azione di controllo alla massima correttezza e proporzionalità, in un contesto di leale collaborazione e buona fede.

Tutti i controlli devono basarsi su approfondite analisi del rischio valutando la tipologia del contribuente.

Per le grandi realtà, vale a dire i soggetti con volume d’affari superiori ai 100 milioni di euro, l’Agenzia rivolge l’attenzione ai fenomeni di reale evasione, come per esempio la delocalizzazione dei redditi verso paesi a fiscalità più favorevole e quelli che presentano situazioni particolari, con specifico riferimento a fenomeni di “pianificazione fiscale aggressiva”.

Sempre con riguardo ai grandi contribuenti, trova ampia conferma sia lo strumento di tutoraggio, sia il progetto pilota “Regime di adempimento collaborativo” avviato a giugno 2013, in collaborazione con il mondo delle imprese, con l’obiettivo di analizzare i sistemi di controllo interno orientati alla gestione del rischio fiscale.

Con riguardo ai soggetti di medie dimensioni, in altre parole le imprese con fatturato superiore ai 25 milioni di euro, l’attività degli uffici regionali e provinciali, verrà rivolta ai fenomeni di evasione o di elusione che possono coinvolgere     realtà appartenenti a gruppi societari e al turn-over delle imprese di medie dimensioni nei singoli ambiti provinciali. Particolare attenzione sarà, inoltre, riservata alle imprese che, per effetto di operazioni societarie, sono passate dalla categoria dei grandi contribuenti a quella delle imprese di media dimensione.

Con riferimento alle piccole imprese e agli autonomi lo strumento delle indagini finanziarie dovrà essere utilizzato evitando richieste di dettaglio su importi poco rilevanti e chiaramente riferibili alle normali spese personali o familiari.

Per quanto riguarda gli enti non commerciali,  i controlli saranno rivolti ai soggetti presentati come “non profit”, ma che esercitano vere e proprie attività commerciali, mentre per le ONLUS, i controlli saranno atti a verificare che le attività esercitate siano comprese tra quelle meritevoli di tutela dalla normativa di settore.

Per le cooperative i controlli interesseranno i soggetti che:

  • Si qualificano come tali, ma non sono iscritti nel relativo Albo;
  • Presentano specifici indicatori di rischio, quali ad esempio, elevati crediti iva, perdite di esercizio sistematiche, brevi periodi di attività, incoerenze degli indicatori gestionali, omessa dichiarazione degli elementi rilevanti ai fini degli studi di settore.

Per il settore agricolo, con riferimento al comparto dei soggetti che fruiscono delle agevolazioni fiscali applicabili al settore agricolo, i controlli saranno indirizzati prioritariamente:

  • Alle imprese esercenti le c.d. “attività connesse” (commercializzazione, trasformazione, ecc…) che acquistano prodotti agricoli prevalentemente da terzi;
  • A coloro che si qualificano come esercenti attività agricola e nel contempo svolgono attività commerciali di ristorazione e/o alberghiere dissimulate sotto forma di agriturismo.

Il redditometro scatterà soltanto nei confronti dei contribuenti (persone fisiche) ad alto rischio, vale a dire di coloro che presentano scostamenti significativi tra reddito dichiarato e spese sostenute.

Analogamente al passato l’attività degli uffici sarà rivolta anche alle attività trasversali, che riguardano tutte le varie categorie di contribuenti, che possono avere una forte ricaduta sulla competitività e nascondono fenomeni di corruzione,

 in merito a:

  1. antifrode intracomunitaria (particolari controlli ai servizi che forniscono attività richiedenti manodopera non specializzata, immatricolazioni di autoveicoli, false lettere d’intento, ecc.);
  2. di contrasto all’evasione internazionale (trasferimento all’estero della residenza fiscale);
  3. di proiezione internazionale (dichiarazione dei redditi estera omessa);
  4. in materia di riscossione (indebite compensazioni).
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