IMU e TASI: i chiarimenti del Ministero

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(di Natascia Prencisvalle)

In risposta ai numerosi quesiti, la Direzione legislazione tributaria e federalismo fiscale del Dipartimento delle Finanze, con la circolare 29.07.2014 n. 2/DF, è intervenuta per fornire chiarimenti riguardo alla corretta applicazione della maggiorazione dello 0,8‰ in materia di determinazione delle aliquote TASI da destinare obbligatoriamente al finanziamento di detrazioni d’imposta o altre misure.

I chiarimenti riguardano il vincolo da rispettare affinché l’applicazione della TASI in aggiunta all’IMU non generi un carico tributario superiore a quello che si sarebbe determinato con l’IMU, fissato al 31.12.2013 al 10,6‰. Per il 2014 l’aliquota massima della TASI non può eccedere il 2,5‰.

La circolare precisa che la maggiorazione TASI in vigore solo per il 2014 non deve superare complessivamente la misura dello 0,8‰.

Ai fini dell’applicazione pratica della maggiorazione TASI, i Comuni devono dividere gli immobili in due gruppi:

 

  • immobili soggetti all’IMU, con aliquota ordinaria massima del 10,6‰ o altre aliquote minori;
  • abitazioni principali che pagano solo la TASI, con aliquota massima del 2,5‰.

Nell’ambito di questa distinzione, è possibile applicare lo 0,8‰ interamente sui primi, ovvero sui secondi o, infine, dividerlo fra le due categorie 

Il MEF ricorda che le possibili manovre tariffarie che i Comuni possono deliberare incontrano due limiti:

  • il primo consiste nella circostanza che la somma delle aliquote della TASI e dell’IMU per ciascuna tipologia di immobile non può superare l’aliquota massima consentita dalla legge statale per l’IMU al 31 dicembre 2013, fissata al 10,6 per mille e ad altre minori aliquote, in relazione alle diverse tipologie di immobile;
  • le altre minori aliquote, in particolare, devono essere riferite al 6 per mille fissato per l’abitazione principale (che è stata esclusa dall’IMU solo a partire dal 2014, a eccezione delle abitazioni principali classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9), nonché al 2 per mille per i fabbricati rurali a uso strumentale. Per quest’ultima tipologia di immobili, tuttavia, per effetto del comma 678 dell’articolo 1 della legge 147/2013, l’aliquota non può comunque superare l’1 per mille, con la conseguenza che non potrà mai essere applicata la maggiorazione dello 0,8 per mille (come già chiarito dal MEF con le Faq IMU-TASI). Il secondo limite attiene alla circostanza che l’aliquota TASI massima per il 2014 non può eccedere il 2,5 per mille.

Il  Comune può decidere di utilizzare l’intera maggiorazione per aumentare uno dei due limiti o  può distribuire lo 0,8‰ tra di essi.

La maggiorazione può essere ripartita in misura non uguale tra i due limiti.

Il rispetto dei due limiti incrementati dovrà essere verificato con riferimento a tutte le fattispecie oggetto della deliberazione comunale, in modo che gli stessi non vengano superati per nessuna di esse. 

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