Liquidità alle imprese - La gestione Sindacale degli occupati

Liquidità alle imprese - La gestione Sindacale degli occupati

Garantire liquidità alle imprese italiane è uno dei capisaldi degli ultimi interventi normativi emanati dal Governo con l'obiettivo di creare un "salvagente" per le aziende italiane toccate dall'emergenza Coronavirus e dalla conseguente sospensione delle attività.

Il Decreto Liquidità comprende infatti le varie iniziative che dovrebbero garantire le risorse necessarie a superare il periodo di restrizioni dei mesi di Marzo e Aprile e riuscire ad essere pronti per la riapertura delle attività che potrebbe avvenire in più fasi a partire dal 4 Maggio.

Le iniziative, ricordiamo, riguardano l'ormai conosciuto (in quanto promosso da tutte le banche con cui operiamo abitualmente) finanziamento di 25.000 euro con garanzia pubblica al 100% - di cui ne abbiamo già parlato qui - il quale rappresenta il sussidio "entry level" il quale si doveva distinguere per la sua semplicità nella richiesta ed erogazione.

In questi giorni, però, abbiamo assistito a numerose critiche specialmente a causa della mancanza di uniformità di trattamento da parte degli istituti di credito che stanno gestendo l'operazione: richieste di documentazione extra rispetto a quanto previsto dal modulo messo a disposizione del ministero (file diponibile qui), erogazioni condizionate a rientro di posizioni precedenti aperte e altre.

Le altre iniziative di aiuto e il ruolo dei sindacati

Liquidità alle imprese - La gestione Sindacale degli occupati

Il finanziamento da 25.000 euro come abbiamo detto non è l'unico strumento disponibile dal momento che il DL Liquidità aveva già previsto finanziamenti ben più corposi i quali possono beneficiare anch'essi di una corposa garanzia pubblica che potrà arrivare al 90% dell'importo finanziato. Si tratta dei finanziamenti coperti da garanzia Sace Spa di importo pari al maggiore tra:

  • 25% del fatturato realizzato dall'impresa nel 2019;
  • il doppio delle spese del personale dipendente dell'impresa per l'anno 2019;
  • durata massima di 6 anni e fino a 24 mesi di pre-ammortamento.

A fronte di tanta disponibilità, tuttavia, rischia di passare inosservata una condizione ben precisa, sebbene al momento non se ne discuta approfonditamente, che non deve essere sottovalutata. 

All'art. 1, comma 2, lett. l) del decreto troviamo infatti: "l'impresa che beneficia della garanzia assume l'impegno a gestire i livelli occupazionali attraverso accordi sindacali." Norma breve, concisa, sintetica ma... cosa vuol dire?

Il testo di legge non ne parla e potremmo anche ritenere che al momento i problemi siano ben altri (vedasi tutte le complicazioni interne legati al Lockdown) tuttavia è indispensabile fare alcune riflessioni preliminari anche solo per non essere presi alla sprovvista e considerarci preparati al peggio. 

L'interpretazione a freddo è guidata dal buon senso. A fronte di una garanzia pubblica, lo Stato potrebbe voler tutelare gli interessi dei lavoratori da comportamenti opportunistici del "prendi i soldi e scappa" o, per essere meno drammatici, le risorse non devono essere impiegate a vantaggio esclusivo dell'imprenditore il quale potrebbe delocalizzare o procedere con tagli indiscriminati della forza lavoro.

Qualsiasi sia però la finalità di tale clausole, è facilmente desumibile che il richiedente la garanzia pubblica dovrà acconsentire la presenza della rappresentanze sindacali nella gestione dei livelli occupazionali dell'azienda, probabilmente tramite sottoscrizione di accordi con le associazioni territoriali. Ciò significa che si dovrà passare tramite accordo sindacale per ogni intervento che richieda la riduzione di forza lavoro e, quale diretta conseguenza, eventuali violazioni degli accordi, potranno essere fatti valere sia dai sindacati che dai lavoratori coinvolti.

Ad una prima lettura la presenza sindacale non dovrebbe riguardare i contratti a termine o in somministrazione per il semplice fatto che questi non rientrano nel organico "stabile" dell'azienda, così come non dovrebbero interessare gli interventi a livello individuale dal momento che sono già assoggettati ad apposita normativa specifica.


In un periodo di forte crisi, dove il supporto finanziario delle banche si suppone avverrà solamente tramite la garanzia pubblica, le aziende italiane saranno disposte di rinunciare alla propria autonomia organizzativa in cambio di risorse finanziarie? 

La riapertura delle attività, da sola, non sarà sufficiente a recuperare le perdite prodotte in questi mesi di chiusura bensì sarà necessario garantire snellezza e semplicità operativa anche per l'accesso al credito senza doversi ritrovare nel rischio di dover accettare passivamente condizioni provenienti dall'esterno che potrebbero aggravare ulteriormente la situazione.

Alcune indiscrezioni parlano che le ulteriori misure di finanziamento potrebbero essere ormai di prossimo avvio (alcuni parlano della prossima settimana), speriamo che per allora giungano anche i dovuti chiarimenti.