Indennità casse private: confermato contributo per Aprile

Indennità casse private: confermato contributo per Aprile

L'indennità delle Casse private ai propri professionisti iscritti è stato da tempo un nodo cruciale dell'Emergenza Coronavirus. Il contributo, già introdotto con il Decreto Cura Italia di marzo, riguardava una platea di contribuenti che rimaneva esclusa dall'omonima indennità erogata dall'Inps ai suoi iscritti.

Il citato Decreto prevedeva un apposito "Fondo per il reddito di ultima istanza" il quale si rivolge a tutti quei lavoratori - in larga parte autonomi - che a causa dell'emergenza Coronavirus hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività, rimandando però a successivi Decreti l'indicazioni dei soggetti beneficiari e le modalità per la presentazione delle domande.

Tra queste sono ricomprese le Casse Private di professionisti iscritti ad autonomi Ordini Professionali: Inarcassa, Cnpadc, Enpam, Cipag, Enpaia, ecc.

Già con il DM 28.03.2020 il Ministero del Lavoro ed il Mef avevano emanato le disposizioni attuative relative ai lavoratori autonomi iscritti nelle Casse previdenziali private per poter richiedere l'indennità di € 600 per il mese di marzo. Con il Decreto Rilancio è stato rifinanziato il Fondo di Ultima Istanza e definite le modalità per accedere al "bonus" per il mese di Aprile.

Professionisti che hanno fruito dell'indennità per il mese di Marzo 2020

Gli autonomi che hanno presentato domanda per il mese di marzo 2020, percependo quindi detto bonus, sono esonerati da ogni altro adempimento. L'indennità per Aprile, sempre di € 600, verrà erogata automaticamente dalla Cassa di previdenza cui appartiene

Per i nuovi professionisti ammessi all'indennità?

L'indennità per il mese di aprile, sempre di € 600, è riconosciuta anche ai lavoratori autonomi che si sono iscritti alla Cassa previdenziale di appartenenza nel corso del 2019 ed entro il 23.02.2020, i quali siano in possesso di un reddito professionale nei limiti del decreto ministeriale del 28.03.2020 ovvero:

  • reddito non superiore a € 35.000 riferito al 2018 e con attività limitata dai Provvedimenti restrittivi emanati a seguito dell'emergenza da Coronavirus;
  • reddito compreso tra 35.000 e 50.000, riferito al 2018, con cessazione, riduzione o sospensione dell'attività a seguito emergenza da Coronavirus.

Si sottolinea che:

  1. per Cessazione dell'attività si intende chiusura della partita iva nel periodo 23.2 - 30.4.2020
  2. per riduzione/sospensione dell'attività si intende comprovata riduzione di almeno il 33% del reddito del primo trimestre 2020 rispetto al primo trimestre 2019. Il reddito è determinato come differenza tra compensi e spese sostenute (per i forfettari ovviamente non vale il parametro della differenza tra ricavi e costi). Tale condizione, comunque, non è richiesta per gli iscritti alle Casse previdenziali private nel corso del 2019 e 2020.

Quali sono le cause di esclusione?

L'indennità di cui sopra non sarà cumulabile, e quindi non erogabile, in presenza delle seguenti circostanze:

  • essere beneficiario di trattamenti di integrazione salariale (Cassa Integrazione) o una delle altre indennità erogate dall'Inps per gli Iscritti alla Gestione Separata o Gestioni Speciali Ago (es. Artigiani/commercianti) previsti dal Decreto Cura Italia
  • Essere beneficiari delle indennità previste dal Decreto Rilancio, ovvero il rinnovo delle indennità 600 euro previste a marzo
  • essere beneficiari di reddito di cittadinanza
  • essere beneficiari di reddito di emergenza

Come richiedere l'indennità?

I nuovi soggetti inclusi nell'indennità, e quindi coloro che non potevano richiedere o non hanno percepito il bonus per il mese di marzo, dovranno presentare apposita domanda entro il giorno 8.7.2020 alla propria Cassa di Previdenza professionale.

La singola Cassa privata ha l'onere di verificare la regolarità della domanda ed erogare l'indennità al richiedente.

Il professionista, nel presentare la dichiarazione dovrà attestare la presenza dei seguenti requisiti:

  • essere lavoratore autonomo/libero professionista non titolare di pensione diretta
  • non essere lavoratore dipendente a tempo indeterminato
  • non percepire reddito di cittadinanza, reddito di emergenza, o una delle indennità del Decreto Cura Italia o Decreto Rilancio
  • non aver presentato domanda ad altra forma di previdenza obbligatoria
  • aver chiuso la partita iva nel periodo 23.2 - 30.4.2020 oppure aver subito una riduzione di almeno il 33% del reddito come visto sopra, ovvero sospensione dell'attività per provvedimenti restrittivi se reddito 2018 inferiore a 35.000

Il consiglio è di prendere contatto con la propria cassa di previdenza e verificare la possibilità di presentare la domanda. Ogni Cassa professionale potrebbe richiedere la predisposizione di specifica documentazione o specifiche modalità.

Da ricordare, comunque, il termine ultimo del giorno 8 luglio 2020  pena l'impossibilità di richiedere l'erogazione.