Dispositivi di Protezione Individuale: come averli a costo zero!

Dispositivi di Protezione Individuale: come averli a costo zero!

I dispositivi di protezione individuale sono, ora più che mai, fondamentali per poter lavorare in sicurezza specialmente nella Fase 2 dell'emergenza Coronavirus. 

Nei giorni scorsi abbiamo parlato del protocollo condiviso sulla sicurezza e di come questo sia da adottare nell'organizzazione di ogni azienda per poter assicurare il minor rischio possibile da contagio. La prima versione del protocollo protocollo è stata successivamente rivista e l'ultima revisione di fine aprile è scaricabile qui.

Tra tutti gli accorgimenti inseriti nel protocollo di sicurezza le dotazioni individuali formeranno una voce rilevante nei bilanci aziendali, in particolare la voce relativa alla spesa per acquisto dei dpi da consegnare in primis ai lavoratori ma anche per garantire una adeguata riduzione del rischio contagio all'interno dei luoghi aziendali. Parliamo infatti degli strumenti, inseriti nei vari decreti, identificati come necessari e indispensabili al fine di tutelare i lavoratori, e in genere la popolazione, dal rischio di contrarre la malattia.

Per venire incontro a costi non preventivati per le aziende, Invitalia ha pubblicato il Bando Impresa SIcura avente ad oggetto il Rimborso delle spese sostenute per l'acquisto dei dispositivi di protezione individuale e di conseguenza sostenere la continuità, in sicurezza, dei processi produttivi delle imprese italiane. Vediamo gli elementi essenziali del bando.

Chi sono i beneficiari del Bando?

Possono partecipare al contributo tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano e dal regime contabile adottato le quali rispettino i seguenti requisiti:

  • siano regolarmente costituite e iscritte come "Attive" nel Registro Imprese
  • abbiano la sede principale o secondaria in Italia
  • siano in normale attività e, pertanto, non si trovino in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuale con finalità liquidatoria

Sulla base di tali specifici requisiti sono da intendere esclusi i professionisti dal momento che non risultano iscritti del Registro Imprese. 

Quali spese posso far rientrare nel Bando?

Dispositivi protezione individuale come azzerare il costo

Sono ammissibili al rimborso le spese sostenute dalle imprese per l'acquisto di DPI conformi ai requisiti di sicurezza previsti dalla normativa vigente. Ciò significa che vi rientrano:

  • Mascherine filtranti, chirurgiche, Ffp1, Ffp2 e Ffp3;
  • guanti in lattice, vinile, nitrile;
  • dispositivi per protezione oculare;
  • indumenti di protezione, quali tute e/o camici;
  • calzari e/o sovrascarpe;
  • cuffie e/o copricapi;
  • dispositivi per rilevazione temperatura corporea;
  • detergenti e soluzioni disinfettanti/antisettici.

Tempistica per il sostenimento delle spese

Il bando prevede espressamente che saranno considerate validi gli acquisti effettuati dal 17 marzo 2020 (data di pubblicazione del Decreto Cura Italia) fino alla data di invio della domanda di rimborso, che vedremo poco più avanti nella lettura.

Ovviamente le spese devono essere documentate da idonea fattura e risultare pagate alla data di invio della domanda di rimborso. Attenzione alla soglia di ammissibilità: non sono ammesse spese inferiori a 500,00 euro!

Importo del contributo

Il contributo a fondo perduto è concesso nella misura del 100% delle spese sostenute considerate ammissibili. Di fatto, il bando permette un vero e proprio rimborso totale delle spese sostenute per l'acquisto di tali attrezzature. E' comunque previsto un limite massimo pari ad € 500,00 per ciascun addetto dell'impresa cui sono destinati i DPI e, in ogni caso, fino ad un importo massimo per impresa di € 150.000.

Ciò significa, ad esempio, che un impresa con 10 addetti potrà beneficiare al massimo di un contributo pari ad € 5.000,00

Come si svolge il bando?

Il bando si compone di 3 distinte fasi.

Nella prima fase le imprese interessate presentano una domanda di "prenotazione" del rimborso. Sarà possibile prenotare le risorse dalle ore 09.00 alle 18.00 dal giorno 11 maggio al 18 maggio 2020. Ogni impresa può presentare una sola domanda di prenotazione di rimborso.

Entro 3 giorni dalla fine della fase di prenotazione verrà reso disponibile l'elenco cronologico dei richiedenti ordinate appunto secondo l'ordine di arrivo. Coloro che rientreranno in posizione utile saranno ammesse alla fase di compilazione della domanda di rimborso.

La terza fase, appunto quella di rimborso, permette l'invio della documentazione necessaria per l'erogazione del contributo. Le domande di erogazione potranno essere inviate dalle ore 10.00 del 26 maggio e fino alle 17.00 del 11 giugno 2020.

E' appunto entro quest'ultima data che devono essere sostenute le spese considerate ammissibili e, di conseguenza, fatturate e pagate


L'acquisto dei dispositivi di protezione individuale, da sempre previsti ma oggi arricchiti con dotazioni molto più specifiche in relazione all'Emergenza Coronavirus, è una spesa che le imprese italiane si sono ritrovate e si ritroveranno a dover inserire nei propri budget di spesa.

Seppur con risorse limitate, la partecipazione al bando può permettere di pianificare a costo zero la dotazione obbligatoria per i propri lavoratori stimando un possibile utilizzo in un discreto orizzonte temporale di riferimento.

Non bisogna soffermarsi al "peso" di anticipare la spesa prima di ottenere il rimborso. Un contributo del 100% è un'iniziativa rara al giorno d'oggi e, considerando, che la spesa è stata qualificata come obbligatoria, è consigliabile stimare il fabbisogno individuale per poi calcolare il budget corretto di spesa in funzione della propria struttura aziendale e alla tipologia di attività svolta.

Nota dolente, sebbene da un lato sia ammessa la partecipazione a tutte le imprese in qualsiasi forma ed in qualsiasi regime fiscale, allo stesso tempo rappresenta un limite molto evidente dal momento che sono esclusi dall'iniziativa i professionisti o le associazioni professionali dal momento che, per loro natura, non sono iscritte al registro imprese. Questo rappresenta una nuova limitazione ad una categoria che ancora una volta viene relegata ai margini degli interventi agevolativi erogati

Per chiarimenti e per avere la scheda riassuntiva del bando potete utilizzare il form di contatto ad inizio pagina.