Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro: cosa cambia dopo il DL.146/2021?

Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro: cosa cambia dopo il DL.146/2021?

(Di Susanna Toso)

Il 22 ottobre 2021 è entrato in vigore il Decreto Legge n. 146 riguardante "Misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili". Questo Decreto, come anticipato in diverse occasioni,rappresenta la risposta del Governo alla grave situazione degli infortuni sul lavoro.

Gli obiettivi principali sono incentivare e semplificare: 

  • l’attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza su lavoro;
  • il coordinamento dei soggetti competenti a presidiare il rispetto delle norme prevenzionistiche.

Il nuovo Decreto, oltre a prevedere un rafforzamento del ruolo dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), attraverso un rilevante ampliamento dell’organico con la previsione di assunzione di circa 1.024 nuove unità e ad un aumento del personale del Comando dei Carabinieri per la tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro, prevede un inasprimento dei controlli ed un presidio su tutto il territorio nazionale ottenuto rafforzando il coordinamento tra ASL e Ispettorato del Lavoro per l’attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro svolta a livello provinciale. 

Per riassumere, quindi, ci saranno più controlli, più sospensioni e più sanzioni in chiave di prevenzione futura al fine di evitare o quantomeno ridurre gli infortuni nel mondo del lavoro.

Per quanto riguarda il capitolo sanzioni, l’art 14 del D. Lgs 81/2008(Testo Unico Sicurezza) viene totalmente riscritto e le misure che sono state adottate non saranno leggere. Le stesse si possono dividere in due provvedimenti distinti che il personale dell’Ispettorato deve adottare: 

  1. La prima riguarda le condizioni necessarie per l’adozione del provvedimento cautelare della sospensione dell’attività imprenditoriale.Basterà che venga riscontrata la presenza del 10% (e non più 20%) del personale “in nero” presente sul luogo di lavoro perché gli Ispettori adottino il provvedimento della sospensione dell’attività. Unica eccezione si ha quando il lavoratore irregolare sia l’unico impiegato nell’azienda. In questo caso il lavoratore viene fatto allontanare fino ad avvenuta regolarizzazione ma l’attività non viene sospesa.
  2. La seconda riguarda l’accertamento di gravi violazioni in materia di salute e sicurezza. Non sarà più richiesta alcuna “recidiva” affinchè  il provvedimento della sospensione venga adottato e, pertanto, scatterà subito a fronte di gravi violazioni prevenzionistiche, individuate come da tabella allegata al D.lgs. n. 81/2008.

La norma prevede che la sospensione per ragioni di sicurezza sia adottata in relazione alla parte dell’attività imprenditoriale interessata dalle violazioni o alle attività svolte dai lavoratori privi di formazione ed addestramento o del dispositivo di protezione individuale contro le cadute dall’alto.

Inoltre, insieme al provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale l’Ispettorato “può imporre specifiche misure atte a far cessare il pericolo per la sicurezza o per la salute dei lavoratori durante il lavoro”

Su istanza dell’impresa interessata, l’organo di vigilanza che ha adottato il provvedimento può decidere la revoca della sospensione solo però se sussistono le seguenti condizioni:

  • regolarizzazione dei lavoratori risultati “in nero” anche sotto il profilo degli adempimenti in materia di salute e sicurezza (almeno in riferimento alla sorveglianza sanitaria ed alla formazione ed informazione);
  • accertamento del ripristino delle regolari condizioni di lavoro nelle ipotesi di violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro;
  • rimozione delle conseguenze pericolose delle gravi violazioni di sicurezza;
  • pagamento di una somma aggiuntiva per ottenere la revoca e riprendere lo svolgimento delle attività sospese.

Nelle ipotesi di sospensione per lavoro irregolare il soggetto sospeso dovrà versare una somma pari a 2.500 euro se la violazione riguarda fino a cinque lavoratori irregolari ed a 5.000 euro in caso di più di cinque lavoratori irregolari (finora la sanzione era pari a euro 2.000 a prescindere dal numero dei lavoratori). Rimane ferma comunque la sanzione per lavoro “nero” che si aggiunge a quella di cui sopra. Nelle ipotesi di sospensione in materia di salute e sicurezza la somma aggiuntiva da pagare varia a seconda delle violazioni riscontrate: 

  FATTISPECIE IMPORTO SOMMA AGGIUNTIVA
1 Mancata elaborazione del documento di valutazione dei rischi (DVR) Euro 2.500
2 Mancata elaborazione del Piano di Emergenza ed evacuazione Euro 2.500
3 Mancata formazione ed addestramento Euro 300 per ciascun lavoratore interessato
4 Mancata costituzione del servizio di prevenzione e protezione e nomina del relativo responsabile Euro 3.000
5 Mancata elaborazione Piano Operativo di Sicurezza Euro 2.500
6 Mancata fornitura del dispositivo di protezione individuale contro le cadute dall'alto Euro 300 per ciascun lavoratore interessato
7 Mancanza di protezioni verso il vuoto Euro 3.000
8 Mancata applicazione delle armature di sostegno, fatte salve le prescrizioni desumibili dalla relazione tecnica di consistenza del terreno Euro 3.000
9 lavori in prossimità di linee elettriche in assenza di disposizioni organizzative e procedurali idonee a proteggere i lavoratori dai conseguenti rischi Euro 3.000
10 Presenza di conduttori nudi di tensione in assenza di disposizioni organizzative e procedurali idonee a proteggere i lavoratori dai conseguenti rischi Euro 3.000
11 Mancanza protezione contro i contatti diretti ed indiretti (impianto di terra, interruttore magnetotermico, interruttore differenziale) Euro 3.000
12 Omessa vigilanza in ordine alla rimozione o modifica dei dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo Euro 3.000

Le somme aggiuntive così determinate sono raddoppiate se, nei cinque anni precedenti all’adozione del provvedimento, la stessa impresa è stata destinataria di un altro provvedimento di sospensione.

Per ottenere la revoca della sospensione dell’attività, senza pagare subito l’intera somma prevista, si può effettuare il pagamento immediato del 20% della somma aggiuntiva dovuta e versare  l’importo residuo, maggiorato del 5%, entro i sei mesi successivi alla presentazione dell’istanza di revoca: in caso di omesso o di parziale versamento dell’importo residuo nel termine fissato, il provvedimento di revoca costituisce titolo esecutivo per la riscossione dell’importo non versato.

Il trasgressore che non ottemperi al provvedimento di sospensione incapperà in conseguenze che sono di natura penale:

  • arresto fino a sei mesi nelle ipotesi di sospensione per le violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro;
  • arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro nelle ipotesi di sospensione per lavoro irregolare.

La nuova disciplina del provvedimento cautelare prevede infine l’impossibilità, per l’impresa destinataria del provvedimento, di partecipare a bandi di gara d’appalto con la pubblica amministrazione per tutto il periodo di sospensione.


Alla luce di questo nuovo intervento normativo che interessa pressochè la totalità delle aziende, l'invito è quello di rivolgersi al proprio consulente per poter verificare o aggiornare la propria situazione in termini di sicurezza sul luogo di lavoro ed evitare costi aggiuntivi che andrebbero a colpire le realtà imprenditoriali.

Per ogni ulteriore informazione potete utilizzare il modulo di contatto ad inizio pagina.