Coronavirus: Nuove misure urgenti per le imprese

Coronavirus: Nuove misure urgenti per le imprese

Le contromisure anti Coronavirus si arricchiscono con nuove iniziative. Nel Consiglio dei Ministri di ieri, conclusosi nella serata dopo una prima interruzione durante il pomeriggio, il Governo ha approvato il testo dell'ormai atteso Decreto Liquidità il quale si propone lo scopo di creare le condizioni, per imprese e professionisti, di attutire il colpo causato dall'Emergenza Sanitaria.

Le misure urgenti per le imprese

Al momento in cui scriviamo, il testo è ancora in bozza pertanto ci limiteremo a commentare le notizie per ora disponibili rinviando alla prossima pubblicazione in Gazzetta Ufficiale l'analisi della versione definitiva. 

Detto ciò, la notizia di maggior rilievo è la conferma di ciò che molti di noi auspicavano fin dai primi giorni della crisi da Covid-19, ovvero un pacchetto di misure concrete a sostegno della liquidità delle aziende colpite (chi più e chi meno) dai decreti di riduzione, sospensione e chiusura delle varie attività.

Accesso al credito, sostegno alla liquidità, all'export e investimenti

La misura più rilevante della manovra di aprile prevede la messa a disposizione di una forma di Garanzia Pubblica da parte dello Stato per circa 200 miliardi di euro. La garanzia verrà concessa attraverso la Società SACE Simest (Gruppo Cassa Depositi e Prestiti) la quale opererà in favore delle banche che erogheranno finanziamenti alle imprese sotto qualsiasi forma. 

L'intento è quello di mettere a disposizione degli intermediari finanziari le risorse per erogare liquidità alle realtà imprenditoriali italiane coprendo la quasi totalità delle categorie, evitando la burocrazia e tempi di realizzazione ridotti a pochi giorni, tramite un sistema di garanzie a carico dello Stato, che in alcune condizioni può arrivare al 100% dell'importo finanziato. In altri casi la copertura sarà dal 70 al 90%, in ogni caso si tratta di coperture importanti.

Nello specifico la misura opererà nel modo seguente:

  • Aziende fino a 4.999 dipendenti in Italia e Fatturato inferiore a 1,5 Miliardi di Euro, garanzia pari al 90% dell'importo del finanziamento richiesto. Per queste realtà è prevista una procedura semplificata per l'accesso alla garanzia
  • Aziende oltre i 5.000 dipendenti e fatturato compreso tra 1,5 Miliardi e 5 Miliardi di Euro garanzia pari all'80%
  • Aziende oltre i 5.000 dipendenti e fatturato maggiore di 5 Miliardi di Euro garanzia pari al 70%

L'importo della garanzia, in ogni caso, non potrà comunque superare il 25% del fatturato realizzato nel 2019 oppure il doppio del costo del personale sostenuto dall'azienda. Al momento non sappiamo in che modo opereranno i predetti limiti, ipoteticamente si prenderà a riferimento il minor valore dei due.

La bozza prevede inoltre la possibilità di accedere al meccanismo della Garanzia Pubblica anche per professionisti portando quindi a compimento la copertura a supporto della piccola e media impresa, a tutela di imprenditori, artigiani autonomi e professionisti.

Sul fronte Export è previsto un sostegno pubblico tramite un sistema di coassicurazione per liberare risorse da destinare al potenziamento dell'export.

Finanziamenti fino a 25.000 euro

Per le richieste di prestiti fino a 25.000 euro sarà possibile di utilizzare la garanzia pubblica, fornita gratuitamente attraverso l'intervento del Fondo Centrale di Garanzia, che coprirà il 100% dell'importo. Tale strumento permetterà alle banca un'erogazione molto rapida del prestito e, cosa fondamentale, in assenza di particolari indagini di merito creditizio, senza attendere l'esito definitivo dell'istruttoria da parte del gestore del Fondo.

Il finanziamento dovrà essere in favore di PMI e persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni, la cui attività è stata danneggiata dall'emergenza legata al Covid-19, il tutto da autocertificare.

La modalità di rimborso è alquanto vantaggiosa: l'inizio dei pagamenti sarà previsto non prima di 18-24 mesi (in questo periodo non si pagano rate) e la durata del finanziamento sarà da 24 fino a 72 mesi.

Misure per garantire la continuità delle aziende

Particolare attenzione sarà rivolta ad assicurare la continuità delle imprese nella fase di emergenza, con particolare riguardo a quelle realtà che prima della crisi erano in equilibrio e prospettavano una regolare continuità aziendale. Le misure principali si possono riassumere come segue:

  • disattivazione delle cause di scioglimento per riduzione o perdita del capitale sociale
  • disattivazione dei meccanismi di postergazione dei finanziamenti dei soci
  • sottrazione delle imprese all'apertura del fallimento e altre procedure fondate sullo stato di insolvenza sino al termine dell'emergenza sanitaria
  • sospensione dei termini per il calcolo delle azioni a tutela dei creditori per il periodo dell'emegenza (i creditori potranno porre le azioni revocatorie dopo la fine dell'emergenza).

Misure fiscali e contabili

Un ulteriore intervento a sostegno del sistema economico è dato dal rinvio degli adempimenti fiscali e tributari per lavoratori ed imprese. Le misure riguardano, in particolare, la previsione di una ulteriore sospensione dei versamenti di Iva, ritenute e contributi per i mesi di aprile e maggio i quali si sommano ai precedenti previsti con il Decreto "Cura Italia". In particolare si prospetta:

  • Iva, ritenute e contributi sospesi per soggetti con calo di fatturato pari ad almeno il 33% per ricavi/compensi sotto i 50 milioni di euro, per i soggetti con fatturato maggiore a 50 Milioni di euro la riduzione deve essere almeno pari al 50%
  • sospensione senza limiti per soggetti che hanno iniziato ad operare dal 1° aprile 2019
  • Per i soggetti residenti nelle provincie di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Piacenza, la sospensione dal versamento Iva opera in presenza della riduzione del 33% del fatturato senza alcun limite di Ricavi
  • Ripresa dei versamenti a partire da giugno con possibilità di rateizzazione in 5 rate.

La sospensione delle ritenute d'acconto sui redditi da lavoro autonomo, introdotta dal "Cura Italia; viene estesa anche alle scadenze di aprile mentre vengono posticipati al 16 aprile i versamenti in scadenza al 20 marzo; proroga dal 31 marzo al 30 aprile l'invio della Certificazione Unica.

Esteso inoltre il credito d'imposta al 50% per spese di sanificazione degli ambienti di lavoro inserendo al suo interno le spese per acquisto di dispositivi di protezione individuale, mascherine ed occhiali.


Queste le misure principali previste al termine del Consiglio dei Ministri. L'iniezione di liquidità prospettata dalla bozza di decreto da un lato apporta ossigeno vitale per le aziende, dall'altro si richiederà alle aziende di utilizzarle in maniera accurata.

In ogni caso non dobbiamo dimenticarci che il nostro "partner" sarà il nostro istituto di credito il quale dovrà accompagnare le nostre aziende in questa fase di transizione. Per tale motivo, si renderà sempre più necessario dotare le nostre aziende di idonei strumenti organizzativi che permettano di massimizzare il ritorno economico degli strumenti finanziari messi a disposizione.

La fase successiva al Coronavirus richiederà alle aziende di farsi trovare pronte a gestire la ripartenza e non ci potremo permettere di improvvisare o di essere superficiali nella gestione delle risorse scarse a disposizione. In questa fase sarà indispensabile pianificare gli investimenti in organizzazione interna per massimizzare le potenzialità delle nostre aziende.

Se vuoi sapere quali strumenti puoi adottare nella tua azienda per beneficiare al massimo delle forme di finanziamento che verranno messe a disposizione, compila il modulo ad inizio pagina.