Assegno Unico Figli: Approvata la Legge - Fino a 250 euro per le Famiglie

Assegno Unico Figli: Approvata la Legge - Fino a 250 euro per le Famiglie

L’Assegno unico è ora Legge. Approvata solo qualche giorno fa dal Senato, a causa dei lunghi tempi dettati dall’emergenza del Covid-19 che ha allungato i termini della discussione, dopo diversi mesi di attesa finalmente ci siamo! Il nuovo “assegno” fin dal progetto di legge, aveva in oggetto la priorità di riordinare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico ma soprattutto di garantire un sostegno ai lavoratori autonomi finora esclusi dagli assegni familiari. 

Queste nuove misure di sostegno, che verranno introdotte attraverso l’assegno unico e universale, andranno per l’appunto a potenziare la normativa di sostegno alle famiglie introducendo e confermando alcuni principi attualmente in vigore.

Si tratterebbe quindi di una nuova piccola rivoluzione per le politiche di sostegno alle famiglie ma questo nuovo assegno, che entrerà in vigore il prossimo luglio, quando e come verrà riconosciuto? Noi di Econ-Test, abbiamo approfondito il testo normativo e, di seguito, vi andremo ad elencare quali saranno i punti fondamentali per capire come e quando farne richiesta ma, soprattutto, quali sono i requisiti per accedervi.

Il nuovo assegno sarà previsto per tutte le famiglie tramite contributo mensile o credito d’imposta e spettante per ciascun figlio a carico da 0 (dal settimo mese di gravidanza per l’esattezza) fino ai 21 anni di età e ripartito al 50% tra i genitori. L’importo massimo erogabile sarà di 250 euro che sarà modulato in base al valore dell’ISEE: si andrà da un minimo di 40 euro mensili (quota fissa) fino ad arrivare a 250 euro per chi è sotto la soglia minima ISEE di 13 mila euro. A partire dal secondo figlio l’importo verrà maggiorato del 20%, mentre gli importi si dimezzeranno per i figli ancora a carico dai 18 ai 21 anni di età.

È utile ricordare soprattutto che nel caso in cui venisse richiesto l’assegno unico per figli compresi tra i 18 e i 21 anni di età, l’importo verrà riconosciuto solo nel caso in cui il figlio risulti disoccupato o frequentante un percorso di formazione scolastica, professionale, di laurea o nel caso in cui venisse svolta un’attività lavorativa con redditi inferiori ad uno specifico importo annuale che deve però sarà determinato successivamente.

Riassumendo:

  • L’assegno sarà riconosciuto a tutti i lavoratori titolari di un reddito da lavoro dipendente (lavoro a tempo determinato o indeterminato) autonomi e anche titolari di partita IVA;
  • il richiedente Abbia figli a carico;
  • il richiedente Sia in possesso della certificazione ISEE;

Il contributo rimarrà comunque compatibile con la fruizione del reddito di cittadinanza e non è considerato per la richiesta e per il calcolo delle prestazioni sociali agevolate o di altri benefici o prestazioni.


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