Assegno Unico per i Figli: cosa cambia dal 2022?

Assegno Unico per i Figli: cosa cambia dal 2022?

(di Alberto Mauro Ferrara)

Dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri dello scorso 23 dicembre 2021, il D. Lgs. 230/2021 attuerà l’entrata in vigore, a decorrere dal 1° marzo 2022,   dell’assegno unico universale destinato a tutti i cittadini: lavoratori subordinati ed autonomi e non occupati. 

Oltre ai lavoratori in forza di contratto di lavoro dipendente, infatti, ne avranno diritto anche i lavoratori autonomi, così come i disoccupati e i percettori del reddito di cittadinanza, per i quali - questi ultimi - non sarà necessario presentare domanda di erogazione dal momento che la somma aggiuntiva verrà erogata automaticamente). 

L’Assegno Unico, come dice il nome, sostituisce ufficialmente tutte le attuali forme di sostegno economico come gli Assegni Familiari (ANF) e i bonus vari come il premio alla nascita ecc. ad eccezione del “Bonus asilo Nido” che rimane operativo.

Tale misura, al pari dei vecchi Assegni Familiari, consiste in un sussidio economico mensile il quale viene determinato direttamente dall’INPS sulla base della condizione economica del nucleo familiare. L’importo erogato è quindi variabile e subordinato alla presentazione del Mod. ISEE il quale determina la somma mensile assegnata. L’assegno unico avrà validità annuale e le domande quindi andranno rinnovate ogni anno mediante presentazione di un modello ISEE aggiornato.

Il nuovo sistema, basato sulla presentazione del modello ISEE, per alcuni aspetti stravolgerà i trattamenti economici di alcune categorie di richiedenti. Per gli ormai superati Assegni Familiari, infatti, una discriminante importante riguardava il rapporto di parentela tra i genitori dove, in assenza di matrimonio, l’importo erogato era calcolato sulla base del reddito del solo genitore autorizzato alla richiesta. Ora, con il parametro ISEE, il reddito di riferimento sarà quello dell’intero nucleo familiare a prescindere del rapporto di parentela o coniugio. Le differenze saranno meno marcate in caso di coppie sposate, già abituate alla sommatoria dei redditi, per le quali incideranno ora le componenti accessorie collegate all’ISEE.

Il nuovo assegno sarà previsto per tutte le famiglie tramite contributo mensile per ciascun figlio a carico e sarà riconosciuto dal settimo mese di gravidanza fino al compimento dei 21 anni di età, a condizione che i figli siano studenti, siano impiegati con rapporto di tirocinio, con reddito massimo fino a 8.000 euro oppure impegnati nel servizio civile universale.  L’importo sarà ripartito al 50% tra i genitori o, in alternativa, assegnato al 100% ad un solo genitore.

Dal 1 gennaio 2022, tutte le famiglie italiane potranno presentare la domanda sul sito internet dell’Inps. La domanda prevede l’autocertificazione della composizione del nucleo familiare, dei figli, del luogo di residenza, dell’Iban di uno o di entrambi i genitori.

Se il richiedente allega anche l’Isee riceverà, a decorrere dal mese di marzo, l’assegno pieno in relazione alla situazione economica della famiglia. Sarà possibile presentare la domanda anche in assenza di ISEE, in questo caso verrà erogato l’importo minimo salvo conguaglio dopo la presentazione dell’ISEE. In caso di presentazione successiva al mese di Gennaio ci sarà tempo fino al 30 Giugno 2022 per ricevere gli arretrati dal mese di Marzo, mentre se viene presentata domanda successivamente al 1° Luglio la prestazione decorre dal mese successivo alla presentazione senza tuttavia percepire gli arretrati da Marzo a Giugno 2022.

L’importo erogabile, modulato in base al valore dell’ISEE, parte da un minimo di 50 euro mensili (quota fissa) fino ad un massimo di 175 euro per chi rientra nella soglia minima ISEE di 15mila euro. Dal secondo figlio in poi l’importo verrà maggiorato del 20%, mentre gli importi si dimezzeranno per i figli ancora a carico dai 18 ai 21 anni di età.

È utile ricordare, soprattutto in caso di figli con età compresa tra i 18 e i 21 anni di età, che l’importo verrà riconosciuto solo qualora il figlio risulti disoccupato o frequenti un percorso di formazione scolastica, professionale, di laurea o nel caso in cui venga svolta un’attività lavorativa con redditi inferiori a 8.000 euro.

Le famiglie con figli disabili riceveranno l’assegno unico “senza limiti di età” dei figli. Per i minorenni si riceveranno 105 euro al mese in più “in caso di non autosufficienza”, 95 euro al mese in più “in caso di disabilità grave” e 85 euro in più “in caso di disabilità media”. In presenza di maggiorenni disabili e fino a 21 anni si riceveranno 50 euro al mese in più (che si sommano all’assegno previsto tra i 18 e i 21 anni) mentre oltre i 21 anni si continuerà a ricevere un assegno in base all’Isee: i redditi più bassi, con Isee fino a 15mila euro, avranno un assegno di 85 euro al mese che si ridurrà gradualmente fino a 25 euro per Isee pari o superiore a 40mila euro.

L’Assegno Unico sarà erogato anche ai cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno e permesso di lavoro superiore a sei mesi. Tra i requisiti necessari occorre dimostrare anche il domicilio e il pagamento delle tasse in Italia.

L’Inps ha messo a disposizione un calcolatore per determinare l’importo “teorico” spettante. È bene ribadire che ovviamente il risultato del simulatore dell’assegno unico è solamente indicativo, dal momento che, per ottenere la prestazione, occorre presentare apposita domanda e attendere l’esito dell’istruttoria e la verifica delle autodichiarazioni inserite al momento della presentazione della domanda.


Per ogni approfondimento, per supporto nella presentazione e invio della domanda ed anche per la predisposizione del modello ISEE è sempre possibile contattare il nostro Studio.

Link Calcolatore: https://servizi2.inps.it/servizi/AssegnoUnicoFigli/Simulatore