Debiti dei soci sempre compensabili con i loro crediti verso la società.

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Secondo i Notai fiorentini è sempre compensabile con il credito del socio verso la società, il suo debito per il versamento dell'aumento di capitale sociale sottoscritto a suo tempo. Il credito del socio verso la società può consistere in un suo finanziamento, la cui restituzione non sia ancora scaduta al momento della sottoscrizione dell'aumento di capitale; anche in questo caso la compensazione è possibile, secondo i Notai.

I professionisti non specificano di quale tipo di società si discuta; la massima sembra perciò universalmente valida per tutte le società, sia di capitali che di persone. Ovviamente, per queste ultime già ora le norme societarie sono molto semplificate, per cui la massima è molto più incisiva per le società di capitali (s.r.l. - s.p.a. - s.a.p.a.), anche nelle forme unipersonali.

Ma che cosa significa in pratica questa massima?

Che la regola della compensazione, prevista dal nostro Codice Civile all'art.1243: ("La compensazione si verifica solo tra due debiti che hanno per oggetto una somma di danaro o una quantità di cose fungibili dello stesso genere e che sono ugualmente liquidi ed esigibili.")  si può applicare anche se i due debiti non sono entrambi scaduti.

Il debito del socio verso la società per l'aumento di capitale e quello della società verso il socio per il finanziamento da restituirgli, possono essere compensati, e quindi entrambi estinti, anche se quello della società verso il socio dovesse avere una scadenza ancora lontana nel tempo, al momento della sottoscrizione dell'aumento.

L'importante è che il finanziamento sia stato erogato ed incamerato con tutte le procedure dovute (deliberazione, tasso di interesse, termine di ammortamento ecc....ecc....).

I Notai hanno optato per una soluzione che punta a non ledere il patrimonio del socio, se entrambe le parti (società e socio) sono d'accordo nell'attuare subito la compensazione.

Dal punto di vista della società, potrebbe essere un danno, in termini di liquidità, dato che la si costringerebbe a rinunciare subito a nuova liquidità - ecco perchè occorre il consenso di entrambe le parti.

Io aggiungerei che gli amministratori devono fare attenzione proprio ad evitare che questo eventuale danno sia tale, prestando il consenso solo se la scadenza del finanziamento non è lontana nel tempo e non comporta problemi alla finanza aziendale.

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Roberto Mazzanti - Rag. Commercialista - Econ-Test

 

 

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